L'arte del sogno

La science des rêves

FRANCIA - 2005
L'arte del sogno
Stéphane è un giovane timido e impacciato che con la sua fervida immaginazione vive in un mondo eccentrico tutto suo fatto di sogni che rischiano di farlo distaccare dalla vita reale. Quando arriva in Francia dove, a detta di sua madre, lo stava aspettando il lavoro che aveva sempre desiderato, rimane profondamente deluso nelle sue aspettative. Per sua fortuna riesce a trovare conforto nell'amicizia con la sua vicina di casa, Stéphanie, che lo aiuta a superare i momenti di sconforto e si rivela molto attenta e interessata ai suoi progetti. Stéphane si innamora della ragazza e anche le sue speranze professionali sembra che stiano per realizzarsi con la pubblicazione di un calendario da lui illustrato, ma a farlo tornare alla dura realtà sarà proprio Stéphanie che Stéphane improvvisamente sente allontanarsi da lui...
  • Altri titoli:
    The Science of Sleep
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: PARTIZAN, SOCIETE DES ETABLISSEMENTS L. GAUMONT, FRANCE 3 CINEMA, CANAL+, TPS STAR
  • Distribuzione: MIKADO (2007), DVD: DOLMEN HOME VIDEO
  • Data uscita 19 Gennaio 2007

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Leggi la recensione completa sul numero di gennaio-febbraio di RdC   Michel Gondry nel paese delle meraviglie. Meraviglie oniriche e romantiche affidate a Gael Garcia Bernal che arriva a Parigi con gli occhi tumidi e ingenui di Stephane, un ragazzo che da sempre confonde realtà e immaginazione. E' il suo universo parallelo, ripreso con telecamere di cartone nella sua personale Stephane Tv, il protagonista de L'arte del sogno, ultimo capitolo della filmografia del genietto francese, già autore-culto di Human Nature e Se mi lasci ti cancello (prosaica traduzione italiana di Eternal Sunshine of the Spotless Mind). Accanto a Bernal/Stephane troviamo Charlotte Gainsbourg/Stephanie, imbruttita ad hoc e quasi irriconoscibile dall'interpretazione di Nuovomondo, sensibile oggetto del desiderio del timido e impacciato vicino di casa. Creativo illustratore di calendari, ridotto a un lavoro di mera routine, Stephane si aggrappa con tutta la forza della sua immaginazione a Stephanie, per la quale costruisce una macchina del tempo e altre invenzioni partorite dalla sua "mente senza macchia" di fanciullo. Quella che spinge Stephane verso Stephanie è una tensione - che il giovane vorrebbe comunione - di amorosi sensi nei territori della fantasia, abitati da pony di pezza dorati, foreste galleggianti e mari di cellophane "animati" negli studi di Gondry. In questo altro mondo possibile le due S possono incontrarsi, intrecciarsi e sovrascriversi, ma la realtà è un'altra: di fronte a Stephanie c'è un bambino, incapace di una matura relazione affettiva e sessuale, incline alle volgarità e insieme inguaribilmente romantico...

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 56MO FESTIVAL DI BERLINO (2006).

CRITICA

"Chi ha visto i film girati da Gondry negli Usa, 'Human Nature' (2000) e 'Se mi lasci ti cancello' (2004), sa cosa aspettarsi da 'L'arte del sogno': un miscuglio di frammenti onirici e situazioni reali, ghirigori mentali e slittamenti spazio-temporali che si alternano in modo tale da far perdere la voglia di seguire il senso della storia. E, tuttavia, l'evidente matrice autobiografica della vicenda, gli effetti speciali artigianali e ingenui come i giochi dei bambini, gli intonatissimi interpreti conferiscono a questo primo film francese di Gondry un'amabilità che ci rende più disponibili ad abbandonarci al sogno di un altro." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 19 gennaio 2007)

"Michel Gondry ci aveva entusiasmato qualche tempo fa con 'Se mi lasci di cancello', messa in scena surreale di ipotetici mondi escheriani, tra realtà e memoria. Ora ritorna e si supera con un altro film, 'L'arte del sogno', che mette in opera tutto l'estro dei tanti e altri mondi di cui s'abbevera Gondry. (...) Gondry è una vera ventata di aria fresca nel cinema di oggi, proprio perché porta la forza di un immaginario nuovo e forte." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 19 gennaio 2007)

"Film fantastici? Commedie oniriche? Trip metapsichici? Bisognerà dare un nome ai lavori del francese Michel Gondry, che dopo 'Se mi lasci ti cancello' continua a tuffarsi nella mente dei personaggi, più varia e forse abitabile di qualsiasi paesaggio reale. Anche 'L'arte del sogno' (scritto senza Charlie Kaufman, e si sente), si svolge infatti per buona parte nella testa di Stephane (...) Materiali poveri, intuizioni colte (le citazioni fioccano), stupore garantito. Anche se alla lunga Gondry si smarrisce un po' nel suo labirinto. Proprio come Stéphane, che non sapendo amare la Gainsbourg, svitata come lui, la trascina in quel mondo dove l'acqua è fatta di cellophane e i cavalli di pezze cucite insieme. Mentre l'eccentrico Chabat ci ricorda che il divertimento, per fortuna, abita anche nel nostro banale mondo di tutti i giorni." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 gennaio 2007).

"Celebre per i suoi clip, che hanno sovvertito l'estetica del genere, nel 2004 il franco-newyorchese Michel Gondry ci sorprese con una commedia amara insolitamente creativa, interpretata da Jim Carrey, 'Se mi lasci ti cancello'. 'L'arte del sogno' è il suo primo film girato in Francia e, per l'occasione, Gondry ha inteso non farsi mancare nulla. Ne ha fatto un po' la summa del suo surrealismo postmoderno, viaggiando continuamente sul confine tra realtà e sogno e abbandonandosi a una moltitudine di piste in totale libertà. (...) Risultato bizzarro, affascinante, euforico e melanconico insieme. Con le scenografie è stata allestita una mostra, a New York e a Milano." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 gennaio 2007)

"Il bello dell'affabile pasticcio sta nei paesaggi della psiche, materializzata dal sincero e dotato regista come una cittadella autosufficiente, a metà strada tra un set cinematografico, un campo da sci e un'installazione rifinita con materiali poverissimi da un artista della transavanguardia. Alla lunga il «trip» stanca e annoia, anche perché non aiutano lo spettatore le tonalità più monocordi che poetiche, più malinconiche che euforiche: non è un caso che è andata sicuramente meglio ai visitatori della mostra delle scenografie del film allestita a New York e a Milano." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 gennaio 2007)

"Michel Gondry, 'versaillese' residente a New York, noto ai cinefili onirici per 'Se mi lasci ti cancello' rilancia con un fantasy in cui sposa l'arte del sogno a quella di amare seguendo un giovane disegnatore che torna a Parigi da mammà e si innamora della vicina del pianerottolo. Tra i due è un colpo di fulmine visionario, i due si scambiano fantasia e giocattoli (ma non è detto sia amore eterno), così come Gondry, regista di video e spot, anche il Clooney al caffè, prende al lazo il pubblico con una serie di meraviglie, di trovate fantastiche, alcune irresistibili, portandoci con ironia nel mondo irreale che si dipana parallelo per chi non si accontenta del quotidiano. Suoi i sogni e i disegni catastrofici del calendario, suo lo stile estremo, lieve, infantile di un autore che gioca coi sentimenti, le paure, i misteri di cuore & cervello, trovando in Garcia Bernal e in Charlotte Gainsbourg due complici perfetti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 gennaio 2007)
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