L'armata degli eroi

L'armée des ombres

FRANCIA, ITALIA - 1969
L'armata degli eroi
Nella Francia occupata dai tedeschi si stanno organizzando le fila della Resistenza. Philippe Gerbier, uno dei suoi più importanti elementi, viene arrestato, su denuncia di un traditore, e condotto in un campo di concentramento. Riuscito ad evadere, dopo aver giustiziato la spia, ripara a Londra, dove si trovano il generale De Gaulle e Luc Jardie, capo della Resistenza. Alla notizia, però, che uno dei suoi compagni, Felix, è caduto nelle mani dei tedeschi, Gerbier torna in Francia per cercare di liberarlo. L'impresa, tentata da tre dei suoi - "Le Masque", "Le Bison", e Matilde - si rivela impossibile, poiché Felix è morente per le torture subite. Durante un'irruzione della polizia in un ristorante, Gerbier viene di nuovo arrestato e sta per essere ucciso dai tedeschi ma, con un ardito stratagemma, Matilde, "Le Masque"e "Le Bison" riescono a salvargli la vita e a liberarlo. Nascostosi per qualche tempo in un villaggio, Philippe apprende che Matilde è stata arrestata dai tedeschi, i quali minacciando di ucciderle la figlia, l'hanno poi rilasciata, per potere attraverso di lei giungere ai suoi compagni. Per quanto la decisione gli costi enormemente, Gerbier - sostenuto da Luc Jardie - ordina allora nell'interesse della Resistenza, che Matilde venga uccisa. La tremenda sentenza viene eseguita da "Le Bison". Non passerà molto tempo, e tutti i protagonisti di questi avvenimenti moriranno o per mano dei tedeschi o per sottrarsi alle loro torture.
  • Durata: 150'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, GUERRA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Tratto da: libro omonimo di Joseph Kessel
  • Produzione: ROBERT DORFMANN PER LES FILMS CORONA (PARIS), FONOROMA (ROMA)
  • Distribuzione: FIDA - VIDEOGRAM, NUMBER ONE VIDEO

NOTE

- GIRATO IN ESTERNI IN FRANCIA E NEGLI STUDI PARIGINI DI BOULOGNE, DA GENNAIO A MARZO 1969.

- PRIMA PROIEZIONE A PARIGI IL 12 SETTEMBRE 1969.

CRITICA

"E' una rievocazione di alcuni momenti della Resistenza francese. Adottando, per descriverli, un linguaggio freddo e distaccato, volutamente spoglio di enfasi, il lavoro riesce a evitare sia la retorica che i luoghi comuni, per cadere, però, nell'eccesso opposto: quello di aver fatto della semplice cronaca che la scarsa originalità tematica e la mancanza di approfondimento psicologico dei personaggi rendono alquanto inespressiva e di nessuna efficacia drammatica." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 69, 1970)
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