L'aria serena dell'Ovest

ITALIA, SVIZZERA - 1989
A Milano Veronica, un'infermiera abituata ad avere molti amanti occasionali, uscendo un mattino dalla casa di Cesare Noviti, col quale ha trascorso la notte senza dirgli neppure il proprio nome, vi dimentica un'agendina contenente nomi, indirizzi e numeri telefonici. Il giovanotto, che fa indagini di mercato per la Cosmos e che sta per essere trasferito in Svizzera, cerca di ritrovare la sconosciuta servendosi inutilmente dell'agenda. Incontra così Irene, traduttrice scontenta del proprio lavoro e del suo lungo rapporto con Mario, ma la donna rifiuta di iniziare una relazione con lui. Intanto l'agendina passa di mano in mano, giungendo a Tobia, un chimico-farmaceutico, che avendo in quel momento problemi di lavoro nel suo laboratorio, si è preso qualche giorno di vacanza approfittando dell'assenza di sua moglie Clara. Per un diverbio con due teppisti, Tobia riceve una coltellata e, ricoverato in una clinica, è assistito proprio da Veronica, che al suo capezzale ritrova la propria agendina. Paziente e infermiera hanno una breve relazione amorosa, durante la quale dovrebbero fare un viaggetto di piacere a Parigi, ma l'improvviso ritorno della moglie di lui fa naufragare il piano. Turbata perché uno dei suoi amanti occasionali si è suicidato dopo il suo rifiuto di restare con lui, la ragazza va infine a lavorare in un elegante stabilimento termale in Svizzera. Frattanto Cesare ha vinto 80 milioni alla lotteria e vorrebbe attuare il suo sogno di fare l'antropologo, ma si rassegna poi a mantere il suo lavoro sicuro alla Cosmos. Infine Irene, riunitasi con Mario, attende con gioia un bambino, mentre Tobia riprende la sua insoddisfacente vita coniugale.

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL FESTIVAL DI LOCARNO 1990.

CRITICA

"Si tratta di un lavoro dignitoso, che ha una certa eleganza formale, ma al quale manca una forza creativa, che sappia scolpire personaggi e situazioni". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 110, 1991)

"Soldini è bravo, sa costruire bene ogni inquadratura, gira dignitosamente, ha uno stile di montaggio molto moderno, modulato sui ritmi accellerati del video, con l'uso frequente della dissolvenza. (Claudio Siniscalchi, 'La Rivista del Cinematografo').

"'L'aria serena dell'Ovest' è un piccolo film ambizioso, interessante." (Valerio Caprara, 'Il Mattino')
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