L'anno del dragone

The Year of the Dragon

USA - 1985
L'anno del dragone
Stanley White, un capitano di polizia reduce del Vietnam, ha l'incarico di indagare su una serie di delitti compiuti a Chinatown, il quartiere cinese di New York, dopo l'uccisione del leader della malavita locale, Jakie Wong, attribuiti a bande di giovani criminali. Ancora carico di risentimento per l'insuccesso americano in Asia, da cui lui - pur oriundo polacco - ha riportato un odio indiscriminato e viscerale per i "musi gialli", White accetta di ripulire a fondo il quartiere, senza esclusione di colpi. Crede di potersi avvalere dell'aiuto di una avvenente e audace giornalista televisiva, Tracy Tzu, frutto di un incrocio cino-olandese e quindi "gialla" a metà, che gli oppone l'indipendenza della propria professione. Piuttosto danneggiato che aiutato nelle sue indagini e in crisi di rapporti con la moglie per le proprie maniere violente e rozze, Stanley deve ricredersi sulla colpevolezza dei cinesi americanizzati perché a muovere i loschi traffici d'armi e di droga da Chinatown, dietro la facciata insospettabile del turismo locale, dei ristoranti cinesi e dei loro pittoreschi ritrovi è in realtà la mafia locale, con legami internazionali (capeggiata al momento dal giovane e fanatico Joey Tai), con la quale la polizia è tollerante, se non addirittura connivente. Consapevole dell'insufficienza delle locali forze di polizia ad arginare un fenomeno di così vaste proporzioni, White intende spuntarla ad ogni costo, e scatena deliberatamente il caos, con una sorta di cocciuta e irrazionale "volontà di potenza", che privilegia l'assoluto della legge contro la prudenza dell'ordine, perdendo in tal modo - oltre alcuni avversari - i migliori collaboratori, la faccia, il grado e la moglie, in un delirio di violenza e di sangue, e riducendosi alla sola consolazione della bella giornalista, che è l'unica a definirlo per quello che è: "Tu sei tutto matto".
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Tratto da: omonimo romanzo di Robert Daley
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS
  • Distribuzione: FILMAURO
  • Vietato 14

CRITICA

"Dopo il disastro economico de "I cancelli del cielo" e cinque anni di silenzio Cimino aveva la necessità di ritrovare il consenso del pubblico. Missione compiuta, anche se il film è abbastanza di routine e legato ai temi classici del poliziesco urbano: violenza fisica e verbale". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv").

"Un convulso, teso, isterico film d'azione sotto il segno della morte violenta. Cimino gli ha dato il ritmo, l'energia gli eccessi del suo eroe, un poliziotto reduce del Vietnam, che ha tutto il mondo in gran dispetto e per cui il troppo non esiste". (Laura e Morando Morandini, "Telesette")

"Eccitante ma sicuramente troppo lungo kolossal sul racket dell'Estremo Oriente, costato una fortuna e diretto dal talentoso megalomane Michael Cimino. Ritmo ora concitato ora blando, ambientazione curata nei dettagli, molta, insistita violenza con un finale rubato al western. L'isterico Mickey Rourke non si può certo definire un modello di simpatia." (Massimo Bertarelli, Il Giornale, 31 gennaio 2003)
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