L'angelo della spalla destra

Fararishtay kifti rost

FRANCIA, ITALIA, SVIZZERA, TAGIKISTAN - 2002
L'angelo della spalla destra
Dopo dieci anni a Mosca, passati fra prigione e una vita dissoluta, Hamro torna ad Asht, suo villaggio natale nel Tagikistan per assistere sua madre morente, Halima. Hamro è un bell'uomo, che incute timore, uno che ha solo nemici e non esce senza avere un'arma, nel caso che uno dei suoi numerosi creditori si faccia avanti a reclamare qualche debito. Ben presto realizza che deve vendere la casa e tutti gli oggetti il più rapidamente possibile, per far fronte ai vecchi debiti: la gente di paese è dura come quella di città che lui ora frequenta. Ma grazie ad un pragmatismo e una tecnica di negoziazione unica al mondo, Hamro convince qualche compaesano a lavorare per lui e inizia immediatamente a rimodernare la casa di sua madre, sia per poterla vendere meglio, sia per esaudire il desiderio della donna di avere una bella porta d'ingresso che permetta alla bara di uscire dalla casa in maniera decorosa, e non di farla passare scavalcando il muro. Ben presto Hamro riceverà molto più di quanto si aspettasse dal suo tranquillo villaggio di campagna...
  • Altri titoli:
    L'ange de l'épaule droite
    Angel on the Right
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: RAICINEMA, FABRICA SPA, VENTURA FILM, TSI, ARTCAM INTERNATIONAL, ASHT VILLAGE
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2004)
  • Data uscita 18 Giugno 2004

NOTE

- PRESENTATO NELLA SEZIONE "UN CERTAIN REGARD" AL FESTIVAL DI CANNES 2002.

CRITICA

"Al di là d'una certa lentezza narrativa il film convince soprattutto per i tratti lievi, un curioso umorismo involuto e lo sguardo diretto e un po' ingenuo sulla realtà." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 18 giugno 2004)

"'L'angelo della spalla destra', scritto e diretto da Djamshed Usmonov ha fatto il giro del mondo in 35 festival. E si capisce. E' un'opera che descrive perfettamente una società (giacche maschili usate come copricapi, contrattazioni fatte con energiche strette di mano, bar trasandati, sindaci traffichini, ospedali fatiscenti, arene a base di Bollywood) attraverso una parabola universale. Finale aperto ed attori straordinari. Un Islam molto vicino a noi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 giugno 2004)

"Seconda prova di Djamshed Usmonov, un film sorprendente non tanto per le situazioni narrate, quanto per il tono con cui le narra. All'inizio ti fa credere a una storia crudele, ma presto prende l'andamento di una parabola surreale, conservando fino all'ultima scena doti d'intelligenza, ironia, humour nero." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 giugno 2004)

"Arriva, un anno dopo la sua presentazione a Cannes, un insolito e commovente film dal Tagikistan, 'L'angelo della spalla destra' di Djamshed Usmonov, parabola sull'inevitabile sacrificio materno. (...) Favola violenta, quasi da 'Mille e una notte', che parla della gente che ha subìto ogni sopruso, si esprime con i silenzi della cinepresa e il volto di attori fantasticamente espressivi. Il distacco cosciente dalla vita della donna è raccontato con inusuale, violenta dolcezza, scavalcando il realismo post socialista nel fantastico surreale tagiko, per cui l'angelo della spalla destra, tra i due custodi, è quello che, secondo il mito, annota le buone azioni." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 giugno 2004)
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