L'angelo bianco

ITALIA - 1955
Il Conte Guido Carani ha avuto un figlio dalla sua relazione con Luisa, che per il dolore di non poterlo sposare si è chiusa in convento. Quando il piccolo muore, il Conte sente di non poter più vivere con la moglie Elena che a suo tempo, insieme alla madre di Guido, aveva impedito che sposasse Luisa. Costretta ad accettare la separazione consensuale, Elena lascia la casa portando con sé la figlia, ma entrambe muoiono durante la fuga in mare. Sconvolto da questa seconda tragedia, il Conte si abbandona alla disperazione gettandosi a capofitto nel lavoro. Durante un viaggio in treno, l'uomo conosce Lina, una giovane che somiglia in modo impressionante a Luisa, il cui ricordo è sempre vivo in lui. Ben presto tra i due nasce una relazione, ma poi Lina viene arrestata perché coinvolta in un losco affare. Dato il suo avanzato stato di maternità, Lina deve essere operata di urgenza e nel vederla il medico trova in lei una strana somiglianza con la sua assistente all'ospedale, Suor Addolorata. Lina chiede quindi di conoscere la suora e le raccomanda il bambino, pregandola di avvertire il Conte che decide di sposarla. Nel frattempo, però, un gruppo di detenute tenta un''evasione che porterà a un drammatico epilogo...

CAST

NOTE

- SEQUEL DEL FILM "I FIGLI DI NESSUNO" (1951, REGIA DELLO STESSO MATARAZZO).

- LA REVISIONE MINISTERIALE DELL'8 NOVEMBRE 1994 HA ELIMINATO IL DIVIETO DI VISIONE AI MINORI DI 16 ANNI.

- PRESENTATO AL 67. FESTIVAL DI LOCARNO (2014) NELLA SEZIONE 'RETROSPETTIVA TITANUS'.

CRITICA

"Siamo in pieno clima 'fantastico'. La doppia parte interpretata da Yvonne Sanson non può non ricordare uno dei capolavori del cinema fantastico e cioè 'Vertigo' di Alfred Hitchcock (cineasta con cui Matarazzo ha più di un punto in comune, se non altro per la capacità di ridurre a puro lessico gli elementi canonici del genere). (...) Il finale del film è addirittura surreale. Dal neorealismo siamo giunti all'espressionismo, dalla logica al delirio." (Adriano Aprà, in 'Neorealismo d'appendice', Guaraldi, 1976, A. Aprà, Claudio Carabba)
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