L'amore non perdona

ITALIA, FRANCIA - 2014
Adriana ha quasi sessant'anni, è francese di nascita, ma da molto tempo vive in Italia. La donna ha una figlia, un nipote e un lavoro da infermiera nell'ospedale della sua città dove, un giorno, in corsia conosce Mohamed, un giovane arabo di trent'anni. Tra Adriana e Mohamed, profondamente soli prima di incontrarsi, nascerà una storia destinata a dare scandalo...

CAST

NOTE

- COPRODUTTORE: FABIO CONVERSI.

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON BNL-GRUPPO BNP PARIBAS (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT) E' RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA; HA OTTENUTO IL SOSTEGNO DI: REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO E APULIA FILM COMMISSION. INIZIATIVA CO-FINANZIATA DAL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FESR) DELL'UE.

CRITICA

"La tentazione di risolvere il film nella denuncia del dominio di pregiudizi e restrizioni culturali e religiose non impedisce alla strana coppia di buoni attori (anzi, ottima la marsigliese Ascaride in questa trasferta pugliese) di tenerci in gioco tra emozioni e passioni misurate nell'economia di personaggi riservati, plausibili, nonostante maldestre banalità (...)." (Silvio Danese, 'Nazione - Carlino - Giorno', 10 aprile 2015)

"Copia conforme dei grandi mélo di amori impossibili, da 'Sirk' a 'La paura mangia l'anima' di Fassbinder di cui ripete lo schema etnico passionale (...). II documentarista Stefano Consiglio qui cavalca i sentimenti di fatto (sembra quasi una storia gay), dove la brava Ariane Ascaride in Guèdiguian gioca di riserva ma con passione accompagnata dalle stereotipate proteste della figlia (Francesca Inaudi)." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 aprile 2015)

"(...) il regista, al primo film di finzione dopo tanti bei documentari ('Il centro', 'L'uomo flessibile', 'Il futuro - Comizi infantili'), mette in primo piano lasciando volutamente (a tratti un po' sommariamente) nell'ombra contesti sociali e familiari. Per concentrarsi sulla pelle, i gesti, il calore, il mistero di quei due corpi che si cercano, oltre ogni ragionevolezza. Disegnando attraverso questo amore una mappa dell'esclusione che avremmo voluto ancora più aspra, più definita. Ma che nel nostro cinema così spesso distratto, o evasivo, o succube della cronaca più ricattatoria, è un atto di coraggio e di fiducia. Proprio così, di fiducia." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 aprile 2015)

"Opera prima 'di finzione' del bravo documentarista Consiglio, 'L'amore non perdona' non si fa - ahinoi - 'perdonare', nonostante il coraggioso tentativo di confezionare un film che scardini ogni pregiudizio. Ed anche la brava attrice francese Ascaride (musa del marito/regista Robert Guédiguian) non risolleva le parti, anzi, cade vittima di un progetto di cui sembra estranea dall'inizio alla fine." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 9 aprile 2015)

"La storia è di rara improbabilità, tanto più che l'arzilla nonnetta in calore è impersonata dalla poco attraente Ariane Ascaride." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 9 aprile 2015)

"(...) andate a vederlo, questo film di Stefano Consiglio, 'L'amore non perdona'. Così riconoscerete sullo schermo quel che sapete già ma solo nel segreto delle vite vere, perché il cinema non lo dice mai, questo, quasi mai: che a sessant'anni ci si innamora e si può essere felici come non ci si ricordava più, che si balla si canta da soli ci si spoglia nudi per entrare nel letto e fare l'amore fino a sfinirsi. Può succedere, sì. (...) Ariane Ascaride è magnifica, anche fisicamente bellissima nella sua nudità. (...) Era tempo che non tornava sullo schermo. Stefano Consiglio, bravissimo documentarista capace di raccontare i bambini, il lavoro, l'amore fra persone dello stesso sesso (...) l'ha scelta come protagonista della sua opera prima. (...) molto brava Francesca Inaudi (...). Una grande storia d'amore, vera. Un mélo contemporaneo in una Bari di spettacolare bellezza. Musiche di Nicola Piovani. Prodotto da Bibi film di Angelo Barbagallo con coraggiosa passione. Ariane Ascaride memorabile nella parte che tante attrici italiane costrette a sembrare eternamente trentenni vorrebbero." (Concita De Gregorio, 'La Repubblica', 7 aprile 2015)
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