L'amore in gioco

Fever Pitch

USA - 2005
Lindsay Meeks è una donna d'affari di successo. Un giorno incontra Ben Rightman, un insegnante di liceo, e tra loro scocca il colpo di fulmine. Nonostante conducano vite esattamente agli antipodi, la loro relazione sembra perfetta. Tutto va bene finché non inizia la stagione di baseball e Lindsay è costretta ad entrare in competizione con il 'primo' amore di Ben: i Boston Red Sox...

CAST

CRITICA

"'L'amore in gioco' dei fratelli Bobby e Peter Farrelly ('Tutti pazzi per Mary') è un'adorabile commedia sentimentale che trasporta in Usa le pagine di 'Febbre a 90°' di Nick Hornby (già diventate un gradevole film inglese nel 1997) sostituendo la passione europea per il calcio con la febbre yankee per il baseball. (... Il film convince grazie all'universalità di Hornby e al cuore di due registi sempre più bravi, corsi a filmare il vero successo dei Red Sox nello scorso campionato per aggiungere magica verità alla loro favola. Scelta geniale rispetto all'originale: quando Ben rinuncia alla sua ossessione per Lindsay, ecco che i Red Sox finalmente vincono. Meditate tifosi dell'Inter, meditate." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 30 settembre 2005)

"Vuoi vedere che i tanto sfacciati e trasgressivi fratelli Farrelly, che non indietreggiano neanche coi disabili, sono in realtà due romanticoni pronti a commedie sofisticate in cui alla fine si vive felici e contenti? La prova in questo buffo racconto sentimentale, ispirato a 'Febbre a 90' di Hornby, ma sostituendo il baseball al calcio. Un triangolo amoroso tra una trentenne in carriera (Drew Barrymore, la piccina di 'E.T.') e un maestro (ottimo Jimmy Fallon, noto nella tv satira di 'Saturday night live'), che la tradisce con la squadra dei Red Sox di cui è tifoso patologico. Il film ha portato bene: hanno vinto in diretta dopo 86 anni. Commedia a ping pong con momenti di dialogo understatement alla Woody Allen, una inedita coppia discreta e spiritosa, figurine di contorno ritagliate nella sociologia di oggi: e se per i Farrelly iniziasse un periodo politically correct? Per i tifosi della domenica." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 30 settembre 2005)
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