L'amore giovane - The Hottest State

The Hottest State

USA - 2006
L'amore giovane - The Hottest State
William Harding è un giovane attore di belle speranze. Di origini texane, ma trapiantato a New York da bambino dopo la separazione dei suoi genitori, William è un sognatore alla ricerca dell'amore eterno. Quando finalmente incontra la ragazza dei suoi sogni, Sarah, una giovane cantante ispanica, se ne innamora perdutamente. Il burrascoso passato sentimentale della ragazza e la sua ambizione professionale, però, condizioneranno inevitabilmente la loro relazione.
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "Stato di eccitazione" (Ed. Feltrinelli, 1997) rieditato come "Amore giovane" (Ed. Sonzogno, 2004) di Ethan Hawke
  • Produzione: ENTERTAINMENT FARM (EF) K.K.
  • Distribuzione: MIKADO (2007)
  • Data uscita 23 Marzo 2007

RECENSIONE

di Alessandro Boschi

Ethan Hawke si rivela una piacevole sorpresa. Verrebbe quasi da dire “meglio come regista che come attore”. Il titolo originale, The Hottest State, è il suo Texas. Ma è soprattutto “il punto di maggiore intensità dell’amore nelle sue fasi iniziali”. Il bravissimo Mark Webber è William, attore abbandonato dal padre all’età di otto anni, che si innamora perdutamente della cantante Sarah, l’altrettanto brava Catalina Sandino. Il meglio viene quando lei ci ripensa e, nonostante una appassionata parentesi messicana, interrompe il rapporto e si dedica al canto. Lui non sa dove sbattere la testa e inizia così la sua passione di telefonate e sconclusionate serenate shakespeariane. Né più né meno di quanto succede alla stragrande maggioranza delle coppie in crisi. Ma il regista descrive disperazione e distacco calibrando alla perfezione l’evoluzione del protagonista. Che dal dolore arriva ad elaborare il lutto dell’abbandono proprio grazie all’incontro con il padre che non vedeva dall’età di otto anni. Come se, con il distacco vero del momento in cui riesce a parlargli, acquisisse finalmente la consapevolezza di essere orfano e riuscisse così a ripartire. A sorprendere è la maturità di Hawke. Autore anche della sceneggiatura e del romanzo che l’ha ispirata, con la regia sta sempre “addosso” ai protagonisti, salvo lasciarli respirare nel momento in cui si separano. La sensazione è che abbia diretto senza esitazioni, con ogni inquadratura ben impressa in mente.

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 63MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2006) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'.

CRITICA

"Seconda regia del sensibile attore che ci tiene a parere l'europeo, sembra quasi la terza parte del doppio film di Linklater con la Delpy. E' misurato, vorrebbe scassinare la cassaforte espressiva dei silenzi, ridonda di problemi di maniera yankee, si dipinge lui attore e lei cantante, per stare in tema, ma alla fine la love story è estenuante e non struggente, monocorde e monocromatica: un film molto posato sul primo amore. E, pur con l'impegno di Mark Webber e della 'Maria full of grace' Catalina Sandino Moreno, resta un diagramma di emozioni pressoché piatto." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 marzo 2007)

"Frutto della sua prima prova letteraria, questo film di Ethan Hawke ci dice di un'età, di un confine, di una generazione. Ce li dice con l'occhio pulito e onesto di un giovane americano che ha saputo salvaguardare il proprio passato e mantenere la barra dritta su ciò che davvero conta, nella vita così come nel cinema. Curiosità: il film è stato prodotto dalla Entertainment Farm, casa produttrice di Tokio che ha deciso di finanziare cineasti di qualità, non solo giapponesi." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 23 marzo 2007)

Con 'The Hottest State - L'amore giovane', Ethan Hawke si mette per la seconda volta dietro la macchina da presa. E lo fa con una certa sicurezza. Ma, anche se si tratta di un film tratto da un suo romanzo sull'amore adolescenziale, il meglio viene quando lei lo molla e lui non sa dove sbattere la testa: telefonate patetiche e seriali, serenate shakespeariane da far accapponare la pelle... né più né meno di ciò che ha fatto ognuno di noi. Ed è qui che Hawke fa la mossa giusta, perché calibra il racconto dell'evoluzione del dolore (e quella del protagonista) fino alla tanto aspirata consapevolezza, tenendo la cinepresa sempre addosso ai protagonisti, per farli respirare solo nel momento in cui si separano. Ma tutto il resto, purtroppo, è noia: l'ennesimo ritratto dell'adolescenza con annessa l'ennesima scoperta d'ordinanza che il mondo è tanto, tanto cattivo." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 30 marzo 2007)
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