L'amore criminale

Unforgettable

USA - 2017
1,5/5
L'amore criminale
Tessa Connover a stento riesce a gestire il recente divorzio, quando il suo ex marito David, si fidanza con Julia Banks, portando quest'ultima a vivere nella casa che condivideva con Tessa e coinvolgendo anche loro figlia Lilly nella nuova storia d'amore. Nel tentativo di calarsi nel nuovo ruolo di moglie e matrigna, Julia crede di aver trovato finalmente l'uomo dei suoi sogni, quello che la potrà aiutare a gettarsi alle spalle un passato burrascoso. Ma la gelosia di Tessa prende subito una svolta patologica e niente potrà fermarla nel trasformare i sogni di Julia in veri e propri incubi.
  • Altri titoli:
    To Have and to Hold
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: DENISE DI NOVI, ALISON GREENSPAN, RAVI MEHTA PER DINOVI PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 27 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Perlomeno la Warner Italia ha avuto il buon gusto di ribattezzarlo L’amore criminale.
Da una parte per imparentarlo con il celebre programma della terza rete dedicato ai femminicidi di casa nostra. Dall’altra per non dovergli lasciare il titolo originale, Unforgettable, che si sarebbe prestato a facili ironie.
In effetti, l’esordio dietro la mdp di  Denise Di Novi, già assistente alla regia di Tim Burton, è tutto fuorché “indimenticabile”.

L’intreccio ruota attorno alla nuova vita coniugale di Rosario Dawson e Geoff Stults e ai tentativi di rovinargliela messi in atto dai rispettivi ex, Katherine Heigl e Simon Kassianides. Non in maniera così spudorata, ma a poco a poco, con subdola strategia, come tradizione di genere prescrive. Un dispettuccio dopo l’altro, con lei che protesta invano al nuovo marito la sua persecuzione e per poco non la prendono per pazza. Fino all’ovvio corpo a corpo finale.

Insomma un banalissimo thriller di stalker in famiglia, con atmosfere laccate da A letto con il nemico, plot telefonato e dinamiche psichiche talmente scontate che, volendo, si potrebbe entrare e uscire tranquillamente dalla sala e non perdere mai il filo del film.

Peccato, perché il cast non era da buttare – la Heigl in particolare mostra autentica malignità psicotica – e il tema della violenza domestica particolarmente sensibile. Così, invece, tocca rimpiangere il trattamento fatto dall’omonimo programma sulla terza rete. Conduzione di Asia Argento inclusa.

CRITICA

"Di vicende coniugali sinistre dove uno dei due perseguita l'altro cercando talvolta di farlo passare per pazzo (ma di solito la vittima è femmina e il carnefice è lui), è pieno il cinema. 'Rebecca' e 'Notorius' di Hitchcock come 'Angoscia' di Cukor con la medesima Ingrid Bergman, per il passato; in tempi più prossimi 'Le verità nascoste' di Zemeckis, 'L'amore bugiardo' di Fincher, 'La ragazza del treno' con Emily Blunt. Ora, a sfigurare al confronto, il banale horror (tale in fondo è) 'L'amore criminale'. (...) Lo spunto 'intelligente' sarebbe che la prima moglie è una perfetta e biondissima wasp mentre quella che lei accusa di portarle via la vita (la bellezza per così dire 'etnica' di Rosario Dawson ) ha sangue un po' nero e un po' ispanico." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 27 aprile 2017)

"La contrapposizione tra le due, un'ex-moglie che non demorde e una nuova compagna con qualche scheletro nell'armadio, è un classico tema del cinema. Sicuramente accattivante, e sempre suscettibile di nuovi sviluppi. Stavolta, però, la tensione si scioglie nella comicità involontaria e il gioco sadico di Tessa, sostenuto dall'uso spericolato dei social, è più prevedibile che avvincente. Colpa anche della povera Julia, una Rosario Dawson come sempre splendida, ma qui privata del suo fascino guerresco e trasformata in vittima sacrificale, incapace di reagire, se non all'ultimo momento. A peggiorare la situazione l'oggetto del desiderio, David (Geoff Stults), bamboccione palestrato, tutto muscoli e santa pazienza, eccessivamente estraneo alle logiche complesse che guidano l'universo femminile. Il finale (...) fa intuire progetti di sequel. Ma, per carità, se seguito dev'essere, salvate il soldata Dawson, restituendo all'attrice, sogno erotico di buona parte del pubblico maschile del mondo, il piglio imbronciato e l'aggressività da tigre dello schermo." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 27 aprile 2017)

"Piacerà perché sì, è vero che il soggetto sembra fotocopiato da un mélo degli anni 40, ma il match Heigl contro Dawson non delude. Soprattutto la Heigl che in un revival di Bette Davis ci dà uno dei ritratti femminili più viperini del decennio." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 aprile 2017)

"Indecente giallo psicologico, tanto prevedibile quanto rozzo, per di più rigonfio di inutile violenza. (...) Se la smorfiosa strega Katherine Heigl è di un'antipatia stratosferica, Rosario Dawson è di una cretineria commovente." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 27 aprile 2017)

"Bravissime le attrici con la Dawson sempre più matura e una strepitosa Heigl, algida e manipolatoria come la Marcia Cross di 'Desperate Housewives' (le somiglia molto). Insuccesso clamoroso in Usa. In realtà si lascia guardare soprattutto per la sfida tra le due protagoniste." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 aprile 2017)
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