L'amico immaginario

ITALIA - 1994
L'amico immaginario
Un sacerdote, don Daniele, si sente male in treno e muore alla stazione. Il suo amico, Dino Raider, ripercorre le tappe della loro lunga amicizia e nel contempo, tenta di fare un inventario delle cose importanti presenti nella propria esistenza. Il suo analista, il dottor Parodi, non riesce a farlo uscire da una sorta di solitudine profonda, di scollamento dalla realtà e di conseguente apatia che lui tenta di esorcizzare con un attaccamento quasi maniacale ad oggetti personali come un fischietto, vecchio residuato di attività sportive giovanili, o le scarpe che fa risuolare anche se ormai logore. I legami con la moglie si sono incrinati: i due non hanno rapporti da sei mesi e si rimproverano a vicenda di non aiutarsi a superare la crisi. Tornano, nei ricordi, il primo incontro con Daniele, la sua ordinazione, il battesimo del figlio Mario, e pian piano la figura del sacerdote inizia ad accompagnarlo come un fantasma gentile, un angelo custode che segue passo passo il vagabondaggio mentale e fisico di Dino, che del suo passato comunista, impegnato in un quartiere popolare romano, non riesce a conservare che i brandelli di un sogno rivoluzionario spezzato. Una compagna del collettivo tenta di essergli vicina, come gli altri, ma nonostante le apparizioni tranquillizzanti e le parole di incoraggiamento che il defunto Daniele gli rivolge lungo l'arco delle sue giornate, davanti ad un bar o mentre fa jogging a Villa Borghese, Dino non sembra trovare stimoli ad uscire dalla "morta gora" in cui si dibatte. Finché l'immaginario amico lo precede verso una porta finalmente aperta sulla luce...
  • Altri titoli:
    The Imaginary Friend
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.66)
  • Produzione: DOMENICO D'ALESSANDRIA
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1995) - CECCHI GORI HOME VIDEO

CRITICA

"C'è tutta una parte del cinema italiano che, se non proprio sommersa, è perlomeno emarginata, confinata negli angoli di uscite estive frettolose, fatte di poche sale d'essai e di cineclub. (...) Anche se girato in un evidente stato di precarietà, con pochi mezzi a disposizione e con penuria di pellicola, anche se qua e là acerbo e stentato, 'L'amico immaginario' - interpretato da quello straordinario attore colpevolmente trascurato dal cinema italiano che è Victor Cavallo - trae il suo vigore poetico dalla commossa sincerità con la quale Nico D'Alessandria va alla ricerca di quella strada smarrita che è la concezione religiosa della vita." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 9 agosto 1995)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy