L'amico di Wang

ITALIA - 1997
L'amico di Wang
Sam, un giovane regista e sceneggiatore americano, spera di riuscire a realizzare un film in Italia. Oltreoceano ha un contatto che gli promette di aiutarlo a rendere concreto il suo sogno nel cassetto e lo invita a raggiungerlo a Roma. Appena arrivato, Sam trova ad accoglierlo, a casa del suo amico, la polizia, che lo invita a tornare immediatamente indietro. Sam però non demorde e insieme a una ragazza romana, Simonetta, comincia a cercare l'amico scomparso. Quando lo trova, scopre che questi non è altro che un pazzo megalomane che, per finanziare il loro film, gli propone di aiutarlo a rubare un quadro di Modigliani dalla casa di un famoso produttore cinematografico. Li aspettano soltanto guai...
  • Altri titoli:
    Out of Hand
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: KERMIT SMITH E ANDREA OCCHIPINTI PER LUCKY RED E EDVIGE FORTI, CARL HABER E GIL ROSSELLINI PER ROSSELLINI & ASSOCIATI
  • Distribuzione: LUCKY RED

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997.

CRITICA

"Oltre a essere improbabile sul piano della verosimiglianza narrativa, difetto che in altri contesti potrebbe essere irrilevante, 'L'amico di Wang' è un film inerte, vuoto, con un tasso di stupidità insolitamente alto e, a livello di scrittura, di una terrificante sciatteria, un concentrato del peggior film americano e del più insulso cinema italiano. Non si va meglio a livello di attori. Il protagonista americano Gevedon fa le facce invece di recitare e nel reparto italiano, con la parziale eccezione della Rocca, i caratteristi si limitano a fare il loro numero macchiettistico. Carl Haber appartiene a quella categoria di registi che dovrebbero darsi all'ittica. Il fosforo del pesce aguzza l'ingegno, dicono". (Morando Morandini, 'Il giorno', 27 giugno 1997)

"Se vogliamo, una commedia. Ma con molti salti di registro che alternano il grottesco alla beffa, qua con passaggi psicologici spesso sopra le righe, là con piccole divagazioni nel thriller. (...) Un'operazione intelligente che pur rischiando qua e là di risultare velleitaria per il numero eccessivo di intenzioni, sia narrative sia stilistiche, non riconducibili sempre ad una vera unità, non lascia del tutto indifferenti e di certo, come si è detto incominciando, incuriosisce.. Gli interpreti principali sono Stephen Gevedon, Sam, Stefania Rocca, Simonetta, Antonino Juorio, Paolo. Un po' grigi. Di sfondo Tiberio Murgia. Forse anche per questo si pensa a 'I soliti ignoti' ".(Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 7 luglio 1997)
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