L'amico del giaguaro

ITALIA - 1958
Alberto vive a Milano ed ha problemi a trovare lavoro perché è cresciuto in un orfanotrofio. Un giorno si presenta, a Roma, dalla sua fidanzata Marisa. Lo zio della ragazza però non vede di buon occhio la loro relazione. Non riuscendo a trovare un lavoro continuativo, Alberto si unisce ad un gruppo di sfaccendati, che organizzano un borseggio allo stadio. Il derubato però, un industriale milanese, per mezzo di un'inserzione sul giornale, riesce a scoprire l'identità dei ladri, e impone loro di restituire le centomila lire rubate, che però loro hanno già sperperato. I borseggiatori si mettono al lavoro per raccogliere il denaro. Gianna, l'ispiratrice della banda, con l'aiuto di uno zio ventriloquio, tenta di vendere un cane "parlante" ad un uomo di campagna; ma l'operazione non riesce per il sopraggiungere della polizia. Pecorino vorrebbe derubare una graziosa turista, ma finisce con l'innamorarsi di lei. Viene presa di mira la cassa di una sala da ballo; ma il colpo non riesce, perché l'incaricato, appassionato per le musica, dimentica il compito assegnatogli per suonare la batteria. Alberto, infine, con l'aiuto di Gianna, s'introduce nella casa di un ricco gioielliere, che crede vuota; ma vi trova un amico del proprietario ed è costretto a fuggire. Quando Alberto si presenta all'industriale borseggiato, è costretto a confessargli di non essere in grado di restituire il denaro: l'industriale minaccia di denunciarlo ma si rende conto che il giovane non è in fondo un disonesto e decide di autarlo e assumerlo come rappresentante della sua ditta, per sostituire un tale che ha tentato di imbrogliarlo. Avendo trovato lavoro, Alberto potrà sposare Marisa.
  • Altri titoli:
    The Friend of the Jaguar
  • Durata: 95'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Produzione: LUIGI GIACOSI PER LA CEI-INCOM, I.P.C. (INTERNAZIONALE PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA)
  • Distribuzione: CEI-INCOM

NOTE

- AIUTO REGISTA: CARLO LASTRICATI.

- ESORDIO CINEMATOGRAFICO DELL'ATTRICE ELKE SOMMER.

CRITICA

"Si tratta di un film impostato su di un umorismo superficiale e scarsamente convincente, salvo qualche felice trovata. Regia e interpretazione piuttosto modeste." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 45, 1959)

"Sulla scia de 'I soliti ignoti' è uscito adesso questo film di Bennati che senza eguagliare la vena e l'originalità del film di Monicelli (...) (è) discreto e piacevole a vedersi (...). Le trovate, salvo alcune un poco stiracchiate, raggiungono il loro scopo di suscitare ilarità". (U. Tani, 'Intermezzo', 5,15/3/1959).
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