L'altra metà della storia

The Sense of an Ending

GRAN BRETAGNA - 2017
3/5
L'altra metà della storia
Tony Webster, divorziato e ormai in pensione, conduce una vita solitaria e relativamente tranquilla. Un giorno viene a sapere che la madre della ragazza con cui stava ai tempi dell'università, Veronica, gli ha lasciato, nelle sue volontà testamentarie, il diario tenuto dal suo migliore amico dell'epoca- che si era messo con Veronica dopo che lei e Tony si erano lasciati. Il tentativo di recuperare il diario, ora nelle mani di una Veronica più anziana, ma egualmente enigmatica, lo costringe a rivisitare i suoi ricordi degli anni giovanili. Scavando sempre più in profondità nel suo passato, iniziano a riaffiorare tutti i dettagli di quel periodo: il primo amore, il cuore infranto, gli inganni, i rimpianti, il senso di colpa... Tony sarà in grado di trovare il coraggio di affrontare la verità e di assumersi la responsabilità delle devastanti conseguenze dei gesti che ha compiuto tanti anni prima?
  • Altri titoli:
    El sentido de un final
    Il senso di una fine
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "Il senso di una fine" di Julian Barnes (ed. Einaudi)
  • Produzione: ORIGIN PICTURES
  • Distribuzione: BIM
  • Data uscita 12 Ottobre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
Tratto dal romanzo di Julian Barnes (Il senso di una fine), L’altra metà della storia fa incontrare sul set due grandi nomi del cinema mondiale: Jim Broadbent e Charlotte Rampling. Intervallando la narrazione attuale con flashback che consentono allo spettatore di rivivere e conoscere il passato dei personaggi, Ritesh Batra racconta una storia drammatica e sentimentale, nostalgica ma intinta del tipico humour british, confezionando un lavoro che fa del tempo il vero protagonista.

La trama scorre lentamente, forse a rendere omaggio al fattore temporale di cui sopra, per poi presentare un'escalation di ritmo negli ultimi trenta minuti svelando la componente casualistica e restituendo al girato i toni grigi e freddi della prima metà del film, in perfetta sintonia con la fotografia e la tipica atmosfera locale posta in evidenza attraverso gli esterni.

Tony Webster (Jim Broadbent), divorziato e ormai in pensione, conduce una vita solitaria e relativamente tranquilla. Un giorno viene a sapere che la madre della ragazza con cui stava ai tempi dell’università, Veronica (Freya Mavor), gli ha lasciato, nelle sue volontà testamentarie, il diario tenuto dal suo migliore amico di un tempo che aveva iniziato a frequentare Veronica dopo che lei e Tony si erano lasciati.

Il tentativo di recuperare il diario, ora nelle mani di una Veronica più anziana, ma egualmente enigmatica (Charlotte Rampling), lo costringe a rivisitare i suoi lacunosi ricordi degli anni giovanili e degli amici di allora. Scavando sempre più nel suo passato, iniziano a riaffiorare tutti i dettagli di quel periodo: il primo amore, gli inganni, i rimpianti…

Il film, distanziandosi non poco dal soggetto di partenza, oltre che del tempo, fa suo protagonista il senso di colpa. E se nella prima parte il personaggio di Tony è un padre assente, schivo, brusco e riservato, è proprio nella fase post-conflitto interiore che avrà modo di riscattarsi degli errori commessi in gioventù. Nel complesso, un film che inquadra lo sbaglio quale input a rimediare a quanto di orribile commesso prima che sia troppo tardi. Anche se nel caso di Tony, è già tardi…

NOTE

- PRODUZIONE ESECUTIVA: LIP SYNC PRODUCTIONS, BBC FILMS, FILMNATION ENTERTAINMENT.

CRITICA

"A dispetto della brevità, per il suo scorrere sul flusso della memoria del settantenne protagonista, 'The Sense of an Ending' di Julian Barnes non pareva romanzo adatto per lo schermo. Ma l'inedito sceneggiatore Nick Payne ha fatto un equilibrato lavoro, optando per una drammaturgia più tradizionale e cambiando alcuni snodi narrativi in modo da rendere cinematografica la materia. (...) Certo, sono soluzioni narrative che attenuano la componente esistenziale/filosofica di un libro che indaga su vecchiaia, inaffidabilità dei ricordi, occasioni perdute e illusioni infrante. Ma la regia è fine, il cast perfetto e Broadbent fantastico." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 12 ottobre 2017)

"Che bel film, ottimamente diretto, che ti cattura dall'inizio alla fine. Un thriller psicologico che consacra il talento del grande Jim Broadbent, caratterista tra i più apprezzati, che qui, in un ruolo da assoluto protagonista, dimostra il suo enorme valore. Certo, la presenza, in scena (pur limitata) di Charlotte Rampling (è la Veronica ormai anziana) contribuisce ad impreziosire la pellicola. Si potrebbe obiettare che qualcosa, nella trasposizione, finisca per penalizzare il libro e magari scontentare chi lo aveva amato. Poca cosa, davanti alla prova di attori capaci, anche solo con il linguaggio del corpo, di trasmettere emozioni." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 12 ottobre 2017)

"(...) film certamente dignitoso, ma apprezzabile più che altro per il duetto fra Jim Broadbent e la rediviva Charlotte Rampling." ('Libero', 12 ottobre 2017)
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