L'allenatore nel pallone 2

ITALIA - 2007
L'allenatore nel pallone 2
Oronzo Canà si riaccomoda in panchina per guidare in serie A la Longobarda, ma si troverà costretto a fare i conti con i problemi del calcio moderno...
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: LUCIANO MARTINO, MINO LOY, MARCO POCCIONI, MARCO VALSANIA PER DANIA FILM, RODEO DRIVE, VIP MEDIA, IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 11 Gennaio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Non basta essersi ritirato nella tranquillità delle sue terre pugliesi, con moglie figlia genero e nipotino: Oronzo Canà - mai dimenticato allenatore della Longobarda, guru della b-zona e del 5-5-5 - non smette di sognare soddisfazioni nel mondo del calcio. Non potrà dire di no, pertanto, quando il figlio del vecchio presidente Borlotti e il suo (losco) socio in affari russo gli proporranno di sedere nuovamente sulla panchina della Longobarda, tornata miracolosamente in serie A e quotata in Borsa. E così, dopo oltre venti anni, Canà dovrà ancora una volta sfidare tutto e tutti (società compresa) per salvare la sua squadra dalla (quasi) sicura retrocessione. Spinto (per sua stessa ammissione) a rivestire i panni di Oronzo Canà per esaudire le tante richieste di giovani (e non) affezionati a L'allenatore nel pallone (sempre un successo di pubblico ad ogni passaggio televisivo e ottime vendite con l'uscita in DVD) e ritrovando alla regia lo stesso Sergio Martino - che lo diresse in tantissimi altri film - Lino Banfi torna sul grande schermo dopo un'assenza di vent'anni (Com'è dura l'avventura) e un'immagine (televisiva) rinnovata dopo i trascorsi che lo resero celebre in commedie sboccate e scollacciate, al fianco delle bellissime Fenech, Bouchet, Cassini, Rizzoli e via dicendo: il risultato è meno catastrofico di quanto si potesse attendere, soprattutto se messo a paragone con analoghe operazioni "revival" tanto di moda nel cinema (comico) italiano degli ultimi tempi, vedi Il ritorno del Monnezza o Eccezzziunale... veramente: capitolo secondo... me. Vuoi per un rispetto filologico quasi maniacale, vuoi perché nei ruoli di contorno vengono utilizzati gli stessi attori di ventiquattro anni fa (la moglie di Canà interpretata dalla Calandra, la figlia da Stefania Spugnini, il "mediatore" Bergonzoni da Andrea Roncato e il mitico Aristoteles - che compare verso la fine sugli spalti dello stadio - da Urs Althaus), questo sequel paga certamente lo scotto di battute o gag non sempre puntualissime, come il precedente poggiate su un intreccio tutto sommato fiacco e prevedibile (niente a che vedere, per intenderci, rispetto all'anarchia delle commedie sexy del decennio precedente), ma nasconde quel sapore di cinema-nostalgia che in fondo ne giustifica pienamente l'esistenza. Come allora, forse di più, innumerevoli le partecipazioni di calciatori, allenatori e giornalisti sportivi prestatisi per interpretare loro stessi, capitanati dal numero dieci giallorosso Francesco Totti. E tra le new entry (sorvolando sugli aberranti camei di vari reduci da grandi fratelli & co.), l'avvenente giornalista in cerca di scoop interpretata da Anna Falchi, con tanto di intervista/equivoco rimandante allo sketch con la Fenech di Zucchero, miele e peperoncino, sempre diretto da Martino nel 1980.

CRITICA

"Alla ricerca di apparizioni eccellenti e di come inserirli, il film perde un bel po' di logica e di storia, che è una fotocopia di quella del vecchio Allenatore, e prende la configurazione di un tipico barzelletta movie, costruito a sorprese e scenette. Alcune sono da antologia, come i numeri di Banfi-Canà con Mazzone in treno e con Lotto in un dopo Lazio-Longobarda, altre un po' ovvie, alcune inutili. Le preoccupazioni maggiori, insomma, malgrado un copione firmato in 6, risultano quelle di far entrare tutte le ospitate dentro lo stesso film, dando la stessa importanza, inoltre a Roma e Lazio, visto che Banfi è romanista e i Martino laziale. (...) In questo contesto i caratteristi vecchi e nuovi chiamati in scena risultano trofei da esibire senza spesso avere lo spessore di veri personaggi da inserire in adeguate situazioni comiche. (...) Resta comunque intatto il piacere di rivedere in ottima forma, dopo anni, Lino Banfi che torna ai celebri 'porca puttena' e 'ti spacco la noce del capocollo' e un regista come Sergio Martino, molto amato nel mondo soprattutto per i thriller, che gira un vero film dopo tanta fiction." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 11 gennaio 2008)

"'L'allenatore nel pallone' è una parabola antiborghese alla quale si poteva credere agli inizia degli anni Ottanta quando il calcio non era al suo Kali-yuga. Difficile oggi poter riproporre la fiaba dell'uomo che con la sua umanità fa scudo alla frana e si oppone ai disastri dei mercanti del calcio. Cosa sarà, dunque, del mitico Canà in questo 2008? E della sua confusa b-zona?" (Marco Iacona, 'Il Secolo', 11 gennaio 2008)

"Ecco che il film zombie, già imbarazzante e molesta sequela di sponsor spot, si divide in due tra family day e calcio da domenica, citando (si fa per dire) scandali e mafie. Sei sceneggiatori sei per battute come
'tramsessuali', un'interminabile sequela di volgarità che girano a vuoto, come un blob senza l'ironia, un mix del peggio del costume che la tv offre alla società omologata per cui Banfi si prodiga nel solito pugliese folk. Apparizioni di campioni ospiti, Del Piero, Totti e Buffon in un incubo legale e guest star Little Tony. Alla fine uno dei più film più tristi della storia: si esce col magone." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 gennaio 2008)

"Si ride, naturalmente. Il primo 'Allenatore nel pallone', eroe l'allenatore Oronzo Canà interpretato da Lino Banfi, risale a 28 anni fa. Il seguito 'L'allenatore nel pallone 2' ha tardato, è fedele all'originale, quasi scarta il calcio delinquenziale presente, (ma i campioni-attori più famosi figurano in un incubo in veste di magistrati), prova a restituire al calcio la serenità di un tempo, celebra l'incontro tra il vecchio allenatore e il nuovo calcio, allinea avventure spiacevoli e buffe, esplode nella musica trionfale degli inni calcistici." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 11 gennaio 2008)

"Il ritorno nel mondo del calcio da parte del profeta della "bizona" (il mitico modulo impossibile 5-5-5) sarà contrassegnato da minacciosi presidenti russi che un tempo facevano gli idraulici, giapponesi brocchi che fanno solo autogol, calciatori viziati in cerca di veline, giornaliste velenose e fenomeni brasiliani. Canà è sempre un mito. Non piega la schiena, non vende l'anima, si assume le responsabilità, è pazzo e forse per questo motivo ha ancora una coscienza. 'L'allenatore nel pallone 2' di Sergio Martino vince la sua partita. Voleva emozionare i fan dell'originale del 1984? C'è riuscito. Non solo grazie a un Lino Banfi strepitoso, ma anche per i divertenti cammei di calciatori di ieri (Pruzzo, Graziani, Antognoni) e di oggi, da Totti a Buffon a Del Piero. Mai cosi simpatici. L'incontro in treno tra Canà e il maestro Mazzone è commovente. Se quei due sedessero in Parlamento, non esisterebbe l'antipolitica." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 gennaio 2008)

"Sarà pure diventato cult, ma 'L'allenatore nel pallone' era una discreta boiata. Eppure Sergio Martino ci riprova ventitré anni dopo con un seguito divertente solo nelle intenzioni, 'L'allenatore del pallone 2'. Protagonista ancora il simpatico Lino Banfi, nel ruolo di OronzoCanà, appassita caricatura del folcloristico Mister Oronzo Pugliese. Dunque, si immagina che l'omino sia richiamato in servizio dal mafioso russo Ramenkov, nuovo presidente della Longobarda, ripescata in A. Il 5-5-5 non rende, meglio il modulo a farfalla. E salta fuori un figlio illegittimo, sbandierato dalla bionda giornalista Anna Falchi: il centravanti brasiliano Caninho: sarà lui l'artefice della salvezza? Il protagonista si agita invano, mal servito da battute debolissime e attorniato da un folto manipolo di famosi calciatori e popolari addetti ai lavori, felici di una comparsata." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 11 gennaio 2008)
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