L'alibi

ITALIA - 1968
Vittorio, Adolfo e Luciano sono amici da quando frequentavano l'Accademia d'Arte Drammatica negli anni del dopoguerra. Poi le loro strade si sono divise: Adolfo se ne è andato in Brasile dove, come attore, ha ottenuto un grande successo; Vittorio, rimasto in Italia, è diventato un divo del cinema e del teatro; Luciano, regista e autore di teatro, impegnato politicamente nel partito comunista, fa il critico, il giornalista e lo studioso. Adolfo, sentendo la nostalgia dell'Italia e dei suoi amici, manda un telegramma a Vittorio e Luciano preannunciando il suo ritorno. Durante il viaggio egli ripercorre mentalmente la vita trascorsa con i suoi compagni sognando di riformare il gruppo e riprendere la vita di prima. Ma sia Vittorio che Luciano non sono quelli di una volta: pur accettando l'attuale situazione sentono che essa non è la vera realtà; gli appelli di un vecchio amico, Luca, rinchiuso in una casa di cura, sono per loro il richiamo all'autenticità che cercano. Quando tutti e tre si ritrovano, durante una lunga discussione capiscono che qualcosa si è spezzato fra di loro. L'arrivo di Luca tronca sul nascere una lite.

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (III EDIZIONE, 2008) NELLA RASSEGNA 'ADOLFO CELI E I RAGAZZI TORNATI DAL BRASILE' PROMOSSA DALLA FONDAZIONE ENTE DELLO SPETTACOLO.

CRITICA

"Un film sull'alienazione, provocata dalla realtà d'oggi, basato su di una serie di sensazioni esteriori, su luoghi comuni che impediscono al discorso di prendere consistenza. In definitiva il lavoro si esaurisce in un susseguirsi caotico di immagini, che appaiono prive di qualsiasi nesso perché è inesistente un'idea precisa che le leghi e le guidi, in un profluvio di parole che cercano invano di coprire il vuoto che nascondono, in un caleidoscopio spettacolare che alla lunga annoia e spesso infastidisce. Esagitata l'interpretazione." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 66, 1969)

"L'amara fiba autocontestativa non manca di squilibri, di gratuiti fellinismi, ma nel complesso morde a fondo. Tre semivegliardi si confessano, per poco non dichiarano forfait colelttivo a dispetto dei lustrini (chi li ha)."
(Gregorio Napoli, "Film Mese", 26, febb./mar. 1969)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy