L'alibi dell'ultima ora

Time Without Pity

GRAN BRETAGNA - 1957
Alec Graam è accusato di aver ucciso la fidanzata e numerosi indizi lo fanno ritenere colpevole. Suo padre David si trova in una clinica a Montreal, dove viene sottoposto a una cura di disintossicazione da alcool. Al suo arrivo a Londra, dove si è svolto il processo, viene a sapere che il figlio è stato condannato a morte. Egli va a trovarlo in carcere, ma Alec, che ha ormai perduto ogni speranza, gli rinfaccia il suo vizio e il suo abbandono. David non si dà per vinto e malgrado il parere contrario dell'avvocato Cleyton, nutre ancora la speranza di trovare un alibi che salvi Alec. Va a trovare Agnes Cool, la sorella della vittima, ma non ottiene nessun elemento utile. Allora va alla ricerca di un amico di Alec, figlio adottivo del signor Standford, costruttore di automobile, nel cui appartamento è stato commesso il delitto. Si rende conto che in quell'ambiente tutti hanno qualcosa da nascondere, ma non riesce a penetrare oltre il muro del silenzio. Ad un certo punto interviene un ex segretaria di Standford, ma anche questa traccia non porta a nulla di concreto. Vaghi indizi che David ricollega nella sua mente lo convincono sempre di più dell'innocenza del figlio. Dopo l'ennesimo tentativo andato a vuoto, decide di rimettersi a bere per stordirsi. Il rifiuto della sua richiesta di rinvio dell'esecuzione lo getta nella disperazione, ma proprio in quel momento intuisce la verità.
  • Altri titoli:
    Teuflisches Alibi
    Tiempo sin piedad
    Temps sans pitié
  • Durata: 88'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.37)
  • Tratto da: opera teatrale "Someone Waiting" di Emlyn Williams
  • Produzione: HARLEQUIN PRODUCTIONS LTD.
  • Distribuzione: GLOBE FILM
  • Vietato 16

CRITICA

"Il film, che risulta all'inizio un po'confuso, è opprimente per la sua atmosfera da incubo e provoca una notevole tensione. L'ambientazione è accurata, apprezzabile la recitazione, anche se appare esagerata in qualche scena. Efficace la regia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol 42, 1957)
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