L'ADULTERA

ITALIA - 1945
Una contadina accetta per ambizione di sposare un ricchissimo ma rozzo ed anziano possidente e lascia il proprio fidanzato che abbandona il paese. L'unione però non è felice e dopo qualche anno il marito rimprovera alla donna di non avergli dato neanche un figlio e la minaccia di diseredarla in caso di morte. Frattanto ritorna in paese l'ex fidanzato e tra i due si accende una insanabile passione che porta all'adulterio. Ben presto dalla relazione illecita nasce un figlio ed il marito, ignaro della tresca, indice grandi festeggiamenti. Ma il giovanotto non vuole adattarsi alla finzione ed esige che essa ed il bambino fuggano con lui. Di fronte al suo diniego egli svela la verità al marito il quale per vendicarsi lo uccide selvaggiamente. La donna ossessionata dal rimorso impazzisce e la casa va in rovina.
  • Durata: 107'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: DAL LAVORO DRAMMATICO "I PADRI ETRUSCHI" DI TULLIO PINELLI
  • Produzione: FRANCESCO LEONI PER SGFI
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI (1946)

NOTE

- AIUTO REGISTA: RAIMONDO TOSCANO.
- FONICI: ADOLFO ALESSANDRINI E TULLIO PARMEGIANI.
- DIRETTORE DI PRODUZIONE: GIOVANNI LATERZA.
- ASSISTENTE SCENOGRAFO: MARCELLO TORRI CINGOLANI.
- ARREDATORE: ANTONIO LEONARDI.
- NASTRO D'ARGENTO A CLARA CALAMAI COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"[...] E' tra i rari film di produzione italiana che tendono ad una autenticità di contenuto e ha un rinnovamento sul piano, tipicamente nazionale, del dramma rusticano a tinte regionalistiche. Fino a che punto la realizzazione si mantenga all'altezza delle intenzioni non siamo purtroppo in gradi di dire, dato che l'edizione presentata al pubblico non è, in confronto dell'originale, che un susseguirsi di scene incomplete, spesso prive delle necessarie premesse e dei relativi sviluppi. Il film è stato generosamente emendato, giacchè nell'Italia teoricamente democratica e di fatto repubblicana esiste una censura cinematografica che, dall'iniziale liberalità ha già raggiunto e oltrepassato [...] il più ottuso e ipocrita moralismo di marca fascista [...]". (Anonimo, "Cinemundus", luglio 1946).
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