L'adultera

Beröringen

USA, SVEZIA - 1971
L'adultera
Trentaquattro anni, sposata col neurologo Andreas, e madre di due figli adolescenti, Karin conduce una felice esistenza familiare in una cittadina svedese di provincia. A turbare la sua serenità giunge David, un americano ebreo e studioso d'archeologia, che è stato invitato a casa da Andreas il quale l'ha salvato dal suicidio. Il giovane, che aveva già conosciuto la donna all'ospedale e l'aveva vista piangere per la morte della madre, confessa bruscamente a Karin di essere innamorato di lei. La donna gli crede, e gli cede. Incominciata in modo burrascoso perché David, anche per le sofferenze subite come ebreo, ha un carattere introverso e alterna tenerezze a scoppi d'ira e di gelosia, e interrotta per qualche mese per gli impegni di lavoro di David che lo costringono a recarsi a Londra, da dove scrive ogni giorno a Karin, la loro relazione si trascina per più di due anni, cioè fino a quando Andreas ne viene a conoscenza. Dopo un utile colloquio con David, il neurologo lascia che sia Karin a prendere una decisione. Esitante, turbata dall'improvvisa partenza dell'amante, la donna - che aspetta un bambino - si reca a Londra per un colloquio con David, ma non lo trova. Tornata in Svezia, sceglie di tornare in famiglia e quando l'amante si ripresenta offrendole di andare a vivere con lui, lo respinge. Le ragioni della sua decisione non convincono David, che le rimprovera di mentire per motivi che ella non avrebbe il coraggio di confessare neanche a se stessa.
  • Altri titoli:
    The Touch
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA, EASTMANCOLOR
  • Produzione: CINEMATOGRAPH AB, ABC PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: DEAR - RICORDI VIDEO, PANARECORD
  • Vietato 18

NOTE

- PRIMA PROIEZIONE: 30-8-1971.

CRITICA

"Si tratta di una sottile indagine nell'universo psicologico di una donna, la cui vita, sino all'arrivo dell'amante, si era svolta nel chiuso di un'agiata, tranquilla, famiglia borghese. Il film raggiunge, con un'incisiva sobrietà di mezzi, buoni risultati introspettivi." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 72, 1972)
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