L'Adieu à la nuit

FRANCIA, GERMANIA - 2019
3/5
L'Adieu à la nuit
La settantenne Muriel alleva cavalli in Francia e gestisce una piantagione di mandorle con il suo socio in affari del Maghreb. È una donna fiduciosa che ha passato la sua infanzia e gioventù in Algeria. Il nipote Alex, che Muriel ha cresciuto dopo la morte della madre, è giunto in visita prima di un lungo viaggio. Il ragazzo dice di volersi trasferire in Canada, ma in realtà ha deciso con la fidanzata Lila, grazie alla quale si è convertito all'islamismo, di arruolarsi nelle file dell'Isis in Siria. I cambiamenti insospettiscono Muriel, la quale scopre tutto dopo il furto di un'ingente somma di denaro che dovrebbe finanziare la fuga di Alex. Trovandosi immersa in un dilemma tra il suo amore per suo nipote e la sua profonda preoccupazione, decide di fare un passo drastico. Ciò che inizia come una storia personale di una famiglia assume dimensioni sorprendentemente politiche...
  • Altri titoli:
    Farewell to the Night
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.39), DCP
  • Produzione: OLIVIER DELBOSC PER CURIOSA FILMS

RECENSIONE

di Simone Porrovecchio
Sono di nuovo le stagioni a scandire il tempo nel cinema di André Téchiné. Questa volta è una nonna al centro del suo nuovo Adieu à la Nuit. E anche questa, come altri film del regista, è una storia di formazione, ma declinata qui sul tema dell’alienazione.

Catherine Deneuve è una nonna che gestisce un allevamento di cavalli e una scuola di equitazione. La donna d'affari ha un rapporto stretto e tenero con suo nipote (Kacey Mottet Klein), che però sembra molto cambiato. Ispirato dalla sua giovane fidanzata araba, il ragazzo si è convertito all'Islam.

La nonna accoglie la notizia con interesse affettuoso; lei stessa ha trascorso la sua infanzia in Algeria e il suo socio in affari è del Maghreb. Ma quando il ragazzo reagisce all’affetto in modo sprezzante e annuncia un viaggio in Canada da dove, forse, non tornerà mai più, la donna si sente nauseata e scopre il rifiuto. Non ci vuole molto per far nascere il sospetto nella grintosa e fragile Muriel. Ma il film di Téchiné non è un thriller.

Nella luce cangiante della campagna francese, alle prese con intime dinamiche di famiglia, l’autore francese è molto piú a casa. Il giovane si sta preparando ad andare in Siria a combattere per l’Isis, con la sua fidanzata. È questa l’atroce scoperta di Muriel. Ma Téchiné la scabrosità del tema la sposta nella dimensione intima. Non lascia cadere ombre sull'innocente amore del giovane, e anche il ruolo della ragazza nel proceso di radicalizzazione verso una credenza radicata rimane perlomeno ambivalente. "Come ti sentirai quando non ci sarò più", chiede il ragazzo alla ragazza.

"Orgogliosa", risponde lei asciutta, voltando lo sguardo dall’altra parte. Non ha bisogno di un dibattito politico Téchiné, anzi, fa bene al suo film l’averne fatto a meno. Téchiné non ci presenta un thriller politico, ma l'Amour fou. E lo fa toccando le sue corde di sempre: inseguendo con la macchina da presa la tenerezza, e il dolore legato ad essi, dei sentimenti. Grande la prova delle Deneuve.

NOTE

- IN CONCORSO AL 69. FESTIVAL DI BERLINO (2019).
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