Kirikù e gli animali selvaggi

Kirikou et les bêtes sauvages

FRANCIA - 2005
Kirikù e gli animali selvaggi
La storia di Kirikù, che si è confrontato da piccolo con la terribile strega che teneva in scacco il suo villaggio e faceva vivere tutti nel terrore, lascia in sospeso molti avvenimenti della sua infanzia. Così il suo nobile nonno con un racconto, decide di svelare i piccoli segreti del suo nipotino e ci trasporta con un minuscolo e indifeso Kirikù, alle prese con un giardiniere, un vasaio, un dottore, e un grande pericolo. Il nostro piccolo eroe dovrà trovare dentro di sé tutto il coraggio, la scaltrezza e la generosità necessarie per poter trionfare contro il male...
  • Altri titoli:
    Kirikou et le fetiche egare'
  • Durata: 73'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: LES ARMATEURS, GEBEKA FILMS, FRANCE 3 CINEMA, STUDIO O, CANAL +
  • Distribuzione: MIKADO
  • Data uscita 21 Dicembre 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Sette anni fa, effettivamente, la storia di Kirikù e la strega Karabà era troppo corta. “Molte cose”, come ci spiega il nonno del piccolo eroe africano, “non erano state raccontate”. E allora, tornando a quel momento e riportandoci all’interno del suo villaggio, il francese Michel Ocelot (insieme a Bénédicte Galup) vuole in qualche modo mostrare e al tempo stesso approfondire le innumerevoli e nobili imprese compiute dal nostro Kirikù: attraverso quattro o cinque episodi autoconclusivi, nei quali il protagonista dovrà vedersela con altrettanti animali selvatici, sarà nuovamente messo in risalto il rapporto conflittuale tra la voglia di migliorare le sorti di un mondo (incarnata dall’irriducibile e geniale bimbo) e la cattiveria di un mondo altro (riecco la tanto malvagia quanto affascinante strega Karabà) che, in tutti i modi – attraverso un esercito di feticci – , tenterà di fermarne l’evoluzione.
Meno bello del precedente, tutto giocato sul contrasto estetico di fluttuanti ombre cinesi, Kirikù e gli animali selvaggi ha comunque il grandissimo merito di sapersi rivolgere in maniera diretta e senza fronzoli autoriali al pubblico verso cui maggiormente è destinato, quello dei bambini. Un film (cartone animato, se preferite) che, pur non insegnando molto di più a coscienze già formate, potrà ancora una volta aiutare i piccoli spettatori ad immedesimarsi e sentirsi parte attiva di un sogno, quello di una rinascita decisiva per le sorti di un continente così magico e pieno di colori: il viaggio di Kirikù attraverso la savana sul dorso di una giraffa ne è il momento più rappresentativo. Peccato, ma forse non si poteva fare diversamente, per l’adattamento in italiano delle canzoni originali, composte fra gli altri da Manu Dibango ed interpretate da Youssou N’Dour.

NOTE

- EVENTO SPECIALE AL 58MO FESTIVAL DI CANNES (2005).

CRITICA

"Fauna e flora africani sono bellissimi, reali e fantastici, color ocra, nel secondo cartoon del francese Ocelot (e di Galup) dove il nonno racconta altre gesta del piccolo Kirikù e della fascinosa strega Karaba coi suoi feticci. (,,,) Il bestiario è sommario, una giraffa e l'alveare buffo stile impressionista, ma è l'atmosfera morale che cambia in questo cartone che insegna l'arte della civiltà come fosse raccontato dall'antropologo Lévi-Strauss. Kirikù è eroe del buon senso che partecipa ai problemi altrui ma sa anche divertirsi sul ciuffo di una giraffa e diventar feticcio con meravigliosa ironia. Piccolo grande racconto d'umanità, pieno di leggende africane, canzoni di Youssou N' Dour: l'alternativa alla dittatura di Disney e del computer." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 gennaio 2006)
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