KINSEY

USA, GERMANIA - 2004
Il film ripercorre la vita di Alfred Kinsey, il pioniere della ricerca scientifica sulla sessualità in America. Cresciuto in una famiglia estremamente conservatrice, con un padre, un pastore metodista, che dal pulpito arringava contro le chiusure lampo, colpevoli secondo lui di facilitare l'oblio morale, si svincola dalla sua educazione e diviene uno stimato insegnante di biologia all'Università dell'Indiana. Le domande dei suoi studenti e l'incontro con Clara, la donna che sarà sua moglie, lo spingono a riflettere e investigare su sesso e pratiche sessuali. Inizia così un imponente progetto di ricerca, che si snoda intervistando centinaia di persone circa i dettagli dei loro rapporti sessuali. Il suo lavoro confluisce nel saggio del 1948, "Il comportamento sessuale nel maschio umano", che diviene un best-seller, e ha il merito di rivelare pratiche e desideri sessuali che i più tendevano a ignorare e nascondere. Fino alla morte continuerà le sue ricerche, volte a diminuire l'immagine negativa di pratiche che negli Stati Uniti erano spesso illegali...

CAST

NOTE

- PRESENTATO IN ANTEPRIMA AL FESTIVAL DI TORONTO (2004)

- LAURA LINNEY CANDIDATA ALL'OSCAR 2005 COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

CRITICA

" Tutti peccatori? No, tutti assolti: come conferma, in un virtuosistico monologo di Lynn Redgrave, un'anziana lesbica che ringrazia Kinsey per averla liberata. Ma con i segnali di gratitudine arrivano tante contrarietà e amarezze: il Prof viene denunciato come sovversivo, gli sponsor lo abbandonano, il volume sul sesso femminile (1953) non ripete il successo del primo. E purtroppo, mezzo secolo dopo la scomparsa del protagonista, l' impressione che dà il film non è quella di sfondare delle porte aperte, ma di bussare a troppe porte ancora ostinatamente chiuse." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2005)

"Dopo la repressione giovanile sarebbe venuta la controrepressione senile, altrettanto cupa e meccanica, come è il film di Condom, ideato per gli americani e che dunque dà per scontato ciò che gli europei (soprattutto se cattolici) ignorano e oggi stentano a concepire. Chi volesse approfondire, il libro del film dice quel che il film tace." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 18 marzo 2005)

"Un film intelligente e interessante, discreto e preciso, una sempre utile lezione contro pregiudizi, ignoranze e ipocrisie dalla cintura in giù: farlo fa bene." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 marzo 2005)
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