Kingsman: il cerchio d'oro

Kingsman: The Golden Circle

3/5
Kingsman: il cerchio d'oro
I nostri eroi si trovano a dover fronteggiare una nuova sfida. Quando il loro quartier generale viene distrutto e il mondo è tenuto in ostaggio, la loro missione li porta a scoprire un'organizzazione di spie alleata, con base negli Stati Uniti, chiamata Statesman e precedente alla formazione dei Kingsmen. In una nuova avventura che testerà la forza e l'arguzia degli agenti ai limiti estremi, queste due organizzazioni d'élite si uniranno per combattere contro il nemico comune per salvare il mondo. Una cosa che ormai sta diventando un'abitudine per Eggsy!
  • Altri titoli:
    Kingsman 2
    Kingsman: El círculo dorado
    Kingsman: Le cercle d'or
  • Durata: 141'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT,(4K)/HAWK SCOPE, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi del fumetto "The Secret Service: Kingsman" di Mark Millar (testi) e Dave Gibbons (disegni)
  • Produzione: MATTHEW VAUGHN, DAVID REID, ADAM BOHLING PER MARV FILMS, TSG ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 20 Settembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

Gli agenti segreti al servizio di Sua Maestà bevono whisky agitati e non mescolati, in un turbinio di azione da finimondo che proietta verso l’impossibile. 007 impallidirebbe davanti ai gadget tecnologici di cui dispone la Kingsman, una MI6 fumettata che si nasconde dietro a una sartoria di lusso. Li avevamo già visti all’opera in Kingsman – Secret Service, quando un folle Samuel L. Jackson cercava di devastare la Terra in nome dell’ecologia e del delirio quotidiano. Kingsman – Il cerchio d’oro è il figlio naturale della serie, un secondo capitolo dai forti toni pulp che si focalizza su scontri iperbolici.

Le danze si aprono con una corsa a perdifiato per le strade di Londra. L’eroe aggredito combatte con piglio spavaldo, scatena un attacco missilistico e incassa un numero imprecisato di bordate, senza perdere il suo charme e preparandosi per il tè delle cinque. Il suo nome di battaglia è Galahad, come il famoso Cavaliere della Tavola Rotonda, ma nella vita è solo Eggsy, un furfantello di periferia dalle nobili origini. Adesso la sua fidanzata è addirittura la principessa di Svezia.

La nuova minaccia ha la carnagione bianco latte di Julianne Moore, nei panni di una spietata trafficante di droga dall’animo nostalgico. Il suo quartier generale ricorda il Drive In di American Graffiti e, naturalmente, vuole manipolare i potenti per i suoi loschi propositi. Kingsman – Secret Service è una corsa in ottovolante di oltre due ore, dove il sangue scorre a fiotti e la caricatura della società moderna è la portata principale. Non esiste un limite all’eccesso, e quando anche un Elton John “piumato” si scopre cuore impavido, non resta che sconquassarci dalle risate.


 

Il delirio “verde” del primo film lascia il posto a una critica feroce verso l’intransigenza dell’amministrazione Trump. In questa storia, il presidente degli Stati Uniti rinchiude la sua gente negli stadi e mette in atto una pulizia etnica che rifiuta il diverso ed esalta la follia del razzismo. Sembra quasi di assistere all’allucinante nascita di una nuova “razza ariana”: pura, senza contaminazioni, pronta a plasmare un avvenire luminoso. I Kingsman sono i maghi della sartoria e dello spionaggio muscolare, forse anche maschilista, e per fronteggiare il malvagio vilain devono allearsi con una multinazionale dell’alcool. Paradossale, istrionico, oltre ogni limite, Kingsman – Il cerchio d’oro diverte con le sue continue citazioni e non insegue neanche per un istante la verosimiglianza. La missione impossibile si trasforma in una baraonda affascinante, sopra le righe, sospesa tra la critica sociale e lo slapstick.

Il regista Matthew Vaughn prepara un cocktail di glamour e pianosequenza spericolati, con un pizzico di country – western che colora l’ambiente. Mark Strong canta Take Me Home, Country Roads di John Denver a squarciagola e Channing Tatum cavalca verso il tramonto come un vero pistolero. Mancano solo i duelli alla Mezzogiorno di fuoco. Si gioca a bulli e pupe, e dentro ai “saloon” le schermaglie si risolvono con lazo e speroni. I proiettili fischiano, il capitalismo implode e l’apocalisse incombe, anche al cinema.
Gian Luca Pisacane

CRITICA

"C'è di tutto, di più, di troppo (il film andava potato di mezz'ora) ma fra trucchi e trovate ce n'è di ben riusciti come l'inizio travolgente con auto in corsa dicono senza controfigure. Il digital trionfa con ottima presa ironica di cast: da Taron Egerton a Channing Tatum e Colin Firth, risuscitato in un mix sembra il James Bond del futuro." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 settembre 2017)

"Un tocco di stile britannico con annesso richiamo a James Bond, un tocco di eccessi fumettistici (da 'The Secret Service' di Mark Millar) e qualche eccesso pulp. (...) Brillante, divertente, inutilmente lungo." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 21 settembre 2017)

"'Sul filo di una trama che conta meno di zero, Vaughn innesta una frenetica sequenza d'azione dietro l'altra, molto confidando su un cast ad alto tasso divistico che include la gustosa narcotrafficante Julianne Moore, la giudiziosa analista Halle Berry, uno scanzonato Channing Tatum, l'autorevole Jeff Bridges e Sir Elton John in persona. Quanto all'impeccabile Colin Firth, ucciso nel primo numero, lo ritroviamo in vita (non diciamo come) ad affiancare insieme a Merlino/ Mark Strong il protagonista Taron Egerton: ed è un bene perché il giovane inglese non sarebbe male ma manca di carisma." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 21 settembre 2017)

"Roboante di star fra British e Americans, il nuovo capitolo diretto da Matthew Vaughn punta a un pubblico transoceanico attraverso la rielaborazione grottesca dei cliché bilaterali, ridicolizzando eroi e miti (un autoironico Sir Elton John, la vera chicca del film!) tanto di Sua Maestà che di The Donald. Si ride ma senza sorprendersi, e l'originalità del primo 'Kingsman' resta un rimpianto. Il destino è diventare una saga, 'what else'?" (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 21 settembre 2017)

"Ancora Vaughn alla regia (brillante come faccia sempre esplodere la violenza in gentile fuoco d'artificio psichedelico), cast espanso (con gli Statesman arrivano degli irresistibilmente garruli Jeff Bridges e Channing Tatum) e tentativo di trasformare quello che nel 2014 era un esperimento folle nella saga spy leader. Il segreto di Kingsman è nell'essere ironico, liberatorio e sanamente provocatorio. Chi cerca mestizia, banale intimismo e ipocrisia può rivolgersi a James Bond." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 settembre 2017)

"Per una volta, il seguito supera il capostipite. Capita in questo divertente, frenetico, pazzo, film d'azione che, senza prendersi troppo sul serio, riesce a rivitalizzare un genere, quello dello spionaggio, sprofondato in una deriva sempre più dark (vero 007?). (...) che brava Julianne Moore (...)." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 21 settembre 2017)

"(...) Poppy (la Moore), divertente new entry in un impianto di action digitale bloccato su se stesso. Causa inatteso exploit da 400 milioni di dollari del primo, siamo al secondo film (...). Vaughn conferma la giostra '00' in uno spettacolo pop di citazionismo, intrattenimento e glamour con sprizzata comix. Spunta anche John, Elton John." ('Nazione-Carlino-Giorno', 21 settembre 2017)
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