KILLING WORDS - PAROLE ASSASSINE

PALABRAS ENCADENADAS

SPAGNA - 2003
KILLING WORDS - PAROLE ASSASSINE
Ramon, un professore universitario, viene contattato da due poliziotti, il commissario Espinosa e l'ispettore Sanchez, che stanno indagando sulla sparizione della sua ex-moglie Laura, una psichiatra trentenne. Ramon dichiara di non vedere Laura da diverso tempo, ma i due poliziotti sono in possesso di una serie di prove che dimostrano la violenza e la scarsa sanità mentale dell'uomo. Messo alle strette, Ramon confessa di aver rinchiuso la moglie in uno scantinato, di averla costretta a guardare un video in cui le confessava di essere un serial-killer e di averle offerto la libertà se lei avesse accettato la sfida a un gioco di parole, ma dichiara anche che alla fine, nonostante lei avesse commesso un errore, l'ha lasciata libera e da allora non l'ha più vista. I due poliziotti non credono alla sua versione della storia e non gli danno tregua finché Ramon, ormai allo strenuo delle forze mentali e fisiche, confessa la sorprendente verità.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO, THRILLER
  • Tratto da: DALL'OPERA TEATRALE DI JORDI GALCERAN
  • Produzione: JULIO FERNANDEZ E DANIEL MARTINEZ DE OBREGON, FANTASTIC FACTORY (FILMAX)
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE
  • Data uscita 27 Agosto 2004

NOTE

- PRESENTATO AL FESTIVAL DI TAORMINA 2003

CRITICA

"Thriller psicologico, in bilico tra menzogna e verità, 'Killing words' rovescia continuamente i rapporti di forza tra i due sfidanti, in una chiave di estenuante intellettualismo che culmina nel terzo grado poliziesco cui viene sottoposto, un mese dopo, il sospetto omicida. Siamo tra 'Guardato a vista' e 'La morte e fanciulla', ma senza la tessitura esistenziale del primo e la profondità emotiva del secondo. La regista spagnola Laura Mana, è una che se ne intende, avendo diretto 'Compassionate sex': tra neon, telecamere, coltelli affilati, erotici vestiti vermigli, il film insinua e smentisce, suggerendo l'intima fragilità del rapporto di coppia. Lui è l'argentino Dario Grandinetti, visto in 'Parla con lei'; lei è Goya Toledo, un viso e un corpo da tenere a mente." (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 27 agosto 2004)

"Thriller psicologico e claustrofobico che testimonia l'amore della nuovelle vague spagnola per questo genere di racconto gotico e pieno di effetti raccapriccianti: in questo caso il delitto viene ricostruito attraverso un incastro di parole, le 'palabras encadenados'. Regia di Laura Manà, cast giovanile ispanico in cui svetta la figura apparentemente normale di questo 'normale' assassino 40nne dalla psiche malata: è il bravissimo Dario Grandinetti, visto in 'Parla con lei' di Pedro Almodovar." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 agosto 2004)

"Se un uomo e una donna non escono di casa per tutto il film, i casi sono due. O si amano o si sbranano. O fanno le due cose alternandosi nei ruoli di vittima e carnefice. All'ultima categoria appartiene 'Killing Words', alias 'Palabras encatenadas' (maledetta anglomania...). (...) La chiave sta nel gioco del titolo, un filo di parole incatenate dall'ultima e dalla prima sillaba che rivelano inconscio e passato dei due protagonisti. E il meglio di questo thriller da camera, fragile ma di buona scuola, seconda regia di un'attrice e scrittrice spagnola (da un testo teatrale di Jordi Galceràn), resta il confronto fra i diversi modi di mentire, con le immagini e a parole. Di qua video, foto, flashback. Di là telefoni, magnetofoni, tribunali. Anche se alla fine, con buona pace dei luoghi comuni sulla civiltà dell'immagine, è sempre la parola che uccide." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 agosto 2004)
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