KILLING ME SOFTLY - UCCIDIMI DOLCEMENTE

GRAN BRETAGNA - 2001
KILLING ME SOFTLY - UCCIDIMI DOLCEMENTE
Alice è una americana che lavora come ricercatrice a Londra. La sua esistenza scorre tranquilla tra amici, un lavoro soddisfacente e Jake, un fidanzato affettuoso. Un giorno, mentre sta recandosi al lavoro, Alice incontra per caso Adam e, ammaliata, lo segue fino al suo appartamento dove si abbandona alla passione. Lasciato il suo fidanzato, Alice lo sposa e entra a far parte della famiglia composta da Adam e dalla sua affettuosa sorella Deborah. Solo con il passare del tempo le cose cominciano a complicarsi, quando la completa subordinazione fisica che il marito pretende da lei, insieme a una serie di indizi e di testimonianze, le fanno supporre che lui abbia ucciso le sue precedenti amanti. Come fuggire?
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: ROMANZO OMONIMO DI NICCI FRENCH
  • Produzione: MGM E THE MONTECITO PICTURE COMPANY
  • Distribuzione: FILMAURO
  • Data uscita 15 Marzo 2002

NOTE

COSTUMI: PHOEBE DA GAYE

CRITICA

"Colpo di fumine a Londra fra una giovane e fulgida americana e un misterioso e sensuale scalatore. Si sfiorano, si prendono, si amano, si sposano. Poi lei scopre ombre inquietanti nel suo passato... E' 'Killing Me Softly', inspiegabile scivolone di Chen Kaige, il grande regista cinese di 'Addio mia concubina' e di 'La grande parata', che debutta senza troppi guizzi nel thriller erotico con una vicenda scombinata e risaputa. Punti forti: Heather Graham, viso d'angelo e corpo da tentazioni di S. Antonio. Ma anche Joseph Fiennes, siamo onesti". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 marzo 2002)

"'Killing Me Softly', uccidimi dolcemente, thriller erotico che mescola passione e morte, è il primo film diretto per il cinema americano da Chen Kaige, il gran regista cinese. E´ tratto da un romanzo americano scritto da una coppia coniugale e firmato Nicci French. Non è venuto bene: l´ostentazione occidentale e l´allusività orientale nell'uso della nudità e dei corpi si armonizzano male; Chen Kaige ha adesso cinquant'anni, un´età in cui spesso gli uomini ridiventano adolescenti nella visione del sesso; l´eros è uno di quegli elementi culturali tanto essenziali da renderne difficile l´assimilazione da parte di un artista d´altra cultura. Il film resta molto interessante, con idee brillanti: la strana, rara presenza del mondo dell'alpinismo e delle ascensioni in montagna, il suo valore metaforico; la scelta significativa dei colori (rosso, arancio); la scelta d´una attrice fatta benissimo ma d´una bellezza casta, per interpretare un personaggio sessualmente ardente. Sceneggiatura e dialoghi sono a volte goffi, un poco ridicoli: ma se Chen Kaige dirigerà altri film in Europa o per l´America, sicuramente il risultato sarà migliore, più proporzionato al suo talento". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 16 marzo 2002)

"Hanno dato a Chen un romanzaccio, dei tecnici da manuale, degli attori manichini e l'hanno certamente supervisionato passo passo, perché non osasse avere idee altre che di meccanica, e modelli altro che la pubblicità. La storia, tutta di copia e citazione, è di quelle classiche del tipo: 'Ma chi è che ho sposato? Forse uno psicotico? Forse il mio assassino?', e ricalca malissimamente quelle angosciose degli anni Quaranta alla Hitchcock o Lang (...) Si potrebbe anche dire a Chen: ben ti sta! Ma è sempre triste vedere un talento che accetta di farsi bruciare da un manipolo di imbecilli mercanti imperialisti". (Goffredo Fofi, 'Panorama', 28 marzo 2002)
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