Kaboom

USA - 2010
2/5
Kaboom
Smith è uno studente universitario che vive nel campus dove passa il suo tempo in compagnia dei suoi amici Stella, London e Thor. La sua esistenza viene però sconvolta in seguito a una fatidica e terrificante notte in cui, dopo aver mangiato una torta allucinogena a una festa, si convince di essere stato testimone dell'assassinio di un enigmatica ragazza dai capelli rossi, che sta ossessionando i suoi sogni. Smith scoprirà la verità e da quel momento verrà trascinato in un mistero ancora più profondo che cambierà per sempre non solo il corso della sua giovinezza, ma anche il destino del mondo intero.
  • Durata: 86'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Produzione: ANDREA SPERLING E GREGG ARAKI PER WHY NOT U.S. PRODUCTIONS, DESPERATE PICTURES IN ASSOCIAZIONE CON WILD BUNCH E SUPER CRISPY
  • Distribuzione: BIM

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Fatal fu il biscotto e chi lo trangugiò… Cookies allucinogeni, che cambieranno non solo quella di Smith (Thomas Dekker), ma la vita del mondo così come la conosciamo: a spasso con la sarcastica Stella, a letto con la bella London, alle calcagna del coinquilino surfista Thor, il giovane studente perderà tutto per un trip cattivo. Convinto di aver assistito all'omicidio dell'enigmatica rossa che ne popola i sogni, Smith si metterà alla ricerca della verità: lisergica, misteriosa, appunto, fatale.
E' Kaboom, “il Twin Peaks strafatto” di Gregg Araki, che reduce dal fuori concorso del 63° Festival di Cannes arriva sotto la Mole in Festa Mobile.
Teen-movie ad alto voltaggio onirico, che trita la realtà nella finzione, il sogno nell'incubo, la percezione nella trasgressione, con un occhio al cyber-thriller e un occhiolino queer, non rappresenta di certo una vetta nella filmografia del regista di Mysterious Skin: se l'attacco in medias res promette bene, la successiva caduta nel buco nero di Smith porta con sé pure il film, che si sacrifica sull'altare delle sue palesi ambizioni. Per mettersi in viaggio, pur drogato, servono i bagagli: Gregg Araki dà l'idea di esserseli dimenticati in sceneggiatura. PS: scomodare Lynch pare abbastanza indebito, mentre per il biscotto di Smithsorge un dubbio inquietante: nelle intenzioni, era una ciambella?

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 63. FESTIVAL DI CANNES (2010).

CRITICA

"Sconnesso, folle, demenziale, ispirato alla gamma dei B-movies con un nobile tocco di Lynch. Una strega lesbica, un sogno premonitore, una banda di assassini con le maschere di animali, il compagno di stanza biondo e surfista, il profeta di sventura. Gli attori adolescenti sono tanto belli (oltre che bravi) e il Gregg Araki di 'Mysterious Skin' tanto scatenato che guardiamo l'ora per la prima volta a dieci minuti dalla fine." ('Il Foglio', 18 maggio 2010)

"Kaboom è il film della notte, un college-movie scatenato in cui Gregg Araki gioca con le sue passioni camp di beach-movie con bagnini molto gay ma con moglie a casa, ragazze scatenate, coppie bisex (almeno), amanti gelose dotate di infernali poteri soprannaturali, cibo trash e musica indie. I tempi insomma dei primi anni Novanta di 'Doom Generation' o di 'Nowhere'. L'idea gli è venuta da John Waters che lo spingeva a tornare ai suoi primi film ma anche dall'amore per la libertà che si respira in quel mondo di ragazzini il cui orizzonte è ancora aperto. (...) C'è il soprannaturale, ci sono sette in agguato sul web, padri morti che invece sono vivi e manovrano gli adepti verso la 6- ne del mondo, madri con amanti metrosexual e, nonostante tutto, questi ragazzini sono molto meno tormentati di quelli del passato. Vivono con umorismo e sarcasmo anche di fronte alle cose più assurde, e in questo gusto del divertimento c'è la leggerezza di un regista che sa giocare con se stesso." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 16 maggio 2010)
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