Julie & Julia

USA - 2009
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Julie & Julia
Julie Powell sente che la sua vita è incastrata in un mondo che non le appartiene: il suo lavoro, le sue amiche, il suo tempo libero. Appassionata di cucina, Julie decide di affrontare una sfida con se stessa: si cimenterà con le 254 ricette contenute in un famoso libro di cucina scritto da Julia Child, un'americana trapiantata a Parigi negli anni '60 che, a sua volta, per dare un senso alla sua vita decise di misurarsi con l'arte della cucina francese e che poi, grazie alle sue qualità di chef, pubblicò il best-seller culinario finito nelle mani di Julie. Ma non è tutto. Julie, infatti, terrà la cronaca dei suoi successi e insuccessi dietro i fornelli in un blog costantemente aggiornato. Riuscirà Julie ad emulare la sua maestra e ispiratrice?
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: libri "Julie & Julia" di Julie Powell e "My Life in France" di Julia Child e Alex Prud'homme
  • Produzione: EASY THERE TIGER PRODUCTIONS, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 23 Ottobre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Per sbloccarsi da una situazione di stallo, la trentenne Julie Powell (Amy Adams), aspirante scrittrice, decide di darsi una scadenza: nell’arco di un anno dovrà realizzare tutte le 524 ricette presenti su “Mastering the Art of French Cooking” di Julia Child e riportare su un blog appositamente creato ogni dettaglio della sua esperienza. Più di cinquant’anni prima, nel 1948, Julia Child (Meryl Streep) era semplicemente una donna americana che viveva a Parigi, al fianco del marito Paul (Stanley Tucci), diplomatico. La sua gioia di vivere, la voglia di dedicarsi a qualcosa con impegno e dedizione, la portarono nel giro di un decennio a trasformarsi nella “cuoca d’America”, colei che permise “agli americani senza servitù” di assaporare il gusto della cucina francese.
Partendo da due romanzi (quello di Julie Powell, che dà il titolo al film, e quello della stessa Julia Child, “My life in France”), Nora Ephron costruisce l’intreccio ideale tra due donne che, pur non incontrandosi mai, segnarono a loro modo una piccola rivoluzione: da una parte, entrando anche nelle case dei telespettatori americani con i programmi di cucina (imperdibile lo sketch di Dan Aykroyd nel ’70 al Saturday Night Live, in cui il comico faceva il verso alla Child finendo per svenire dissanguato dopo il taglio di una falange), dall’altra dando vita a quello che, nel 2002, ancora non era un fenomeno così diffuso quanto oggi, il blog su internet, strumento che fece balzare agli onori della cronaca la Powell, finita su tutti i giornali e poi autrice del romanzo sopra citato. Brillante e divertente nella prima parte, il film della Ephron (che i più ricorderanno per Insonnia d’amore e C’è post@ per te) non riesce a mantenersi costante, succube – com’era del resto prevedibile – della straordinaria performance della solita Meryl Streep (fantastica nel non caricaturizzare oltre misura la Child, alta 1 metro e 85 e dalla voce acutissima…), tanto da non lasciare più, minuto dopo minuto (123 in tutto, decisamente troppi), alcun margine di interesse a quella che, di fatto, sarebbe dovuta essere la vicenda portante dell’intero racconto. Amy Adams, del resto, non è la Streep: e se alla fine ne esce solamente con qualche livido e nulla di più, lo si deve semplicemente al fatto che le due attrici, agendo su piani temporali differenti, non hanno mai dovuto condividere un’inquadratura.

NOTE

- FILM DI CHIUSURA, FUORI CONCORSO, ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009).

- GOLDEN GLOBE 2010 A MERYL STREEP COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA NELLA CATEGORIA FILM MUSICALE O COMMEDIA.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 PER LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (MERYL STREEP).

CRITICA

"Non è che succeda molto di più nel film in uscita oggi nelle nostre sale: ma quando è in scena la Meryl Streep, strepitosa nei panni della Child, tutto diventa molto divertente; mentre, a dispetto del fatto che Amy Adams è una buona attrice, quella di Julia resta una figura ben poco interessante. E non si vede l'ora che torni Maryl, magnifica in coppia con il marito Stanley Tucci, per non parlare del suo esilarante duetto con la sorella Jane Lynch." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 ottobre 2009)

"Una commedia piacevole, raccontata con tono leggero e scanzonato." (Gian Piero De Chiara, 'Libero', 23 ottobre 2009)

"La regista di 'Insonnia d'amore' e 'C'è post@ per te' sa miscelare gli ingredienti: lettere, cartoline, salti temporali paralleli, siparietti culinari, frustrazione (sul pavimento, tra avanzi di ripieno) e commozione (anche col primo piano di un'aragosta). Nella sofisticata commedia biografica, Amy Adams è molto graziosa ai fornelli. Per Meryl Streep, chi scrive ha esaurito gli aggettivi. Se la degusta in ginocchio." (Alessio Guzzano, 'City', 20 novembre 2009)
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