Johnny English - La rinascita

Johnny English Reborn

ISRAELE, GIAPPONE, GRAN BRETAGNA, FRANCIA - 2011
2/5
Johnny English - La rinascita
Il più imbranato degli agenti segreti, Johnny English, è chiamato a investigare su una ragnatela di cospirazioni che coinvolge il KGB, la CIA e persino l'MI-7, minacciando l'incolumità del primo ministro Cinese. Ad affiancarlo nell'impresa, sarà l'affascinante agente Pamela Head...
  • Altri titoli:
    Johnny English 2
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRICAM ST, DIGITAL INTERMEDIATE/SUPER 35
  • Produzione: WORKING TITLE FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 28 Ottobre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti
L'agente segreto di Sua Maestà britannica Johnny English (Rowan Atkinson) viene richiamato per una missione che soltanto lui può portare a termine: salvare il Primo Ministro cinese da un imminente attentato. Per il maldestro agente è l'occasione di lavare l'onta del proprio precedente, disastroso, intervento in quel di Mogadiscio.
Rintanarsi da qualche parte, in Asia, per un durissimo addestramento fisico e mentale, ha trasformato English in uomo saggio (in teoria…) ma non lo metterà al riparo da quel che, da sempre, sa far meglio: trovarsi in situazioni assurde, sbagliare tutte le mosse, combinare disastri assortiti.
Atkinson prende ancora una volta le distanze da Mr. Bean, pur trattenendo dal personaggio che l'ha reso celebre l'attitudine alla gag fisica e un certo gusto dell'assurdo. Parker, dal canto suo, fa quel che può dirigendo una classica sceneggiatura da commedia, che a momenti davvero divertenti ne alterna però altri che, purtroppo, girano a vuoto. Di buono c'è che la facile via della parodia del film di spionaggio non è stata intrapresa in toto, di così così c'è un ibrido tra i generi (spionaggio, azione, un po' di thriller, commedia) che rischia di soddisfare fino a un certo punto.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE ROWAN ATKINSON.

CRITICA

"Dopo il film del 2003 torna I'imbranata spia inglese che fa il verso a 007 ma si comporta come Sellers-Clouseau. La parodia scappa e corre ovunque, specie in Asia, e arriva al finale col fiatone perché le gag sono risapute, il cattivo si intuisce ma la spy story si prende sul serio. Il Bean Rowan Atkinson conserva nella mostruosa mimica una bravura che andrebbe usata in modo meno caotico: si salva la gag della vecchietta. Dirige il traffico Oliver Parker, lontano dal 'suo' Oscar Wilde." (Maurizio Porro, "Il Corriere della Sera", 28 ottobre 2011)

"Toh, stavolta la parodia di 007 funziona molto meglio che nel primo episodio. Non è che ci volesse molto, però è già qualcosa. 'Johnny English' è stato richiamato in servizio, dal Tibet dove si era autoconfinato, per sventare un complotto contro il premier cinese. Chi fa il doppio gioco? Uno scatenato poliziesco con licenza di risate, merito anche delle briglie saggiamente tenute sul collo del buffo Rowan Atkinson, più noto come Mr. Bean, contenuto cugino, di terzo grado, dell'irraggiungibile Peter Sellers." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 28 ottobre 2011)
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