Jobs

USA - 2013
2/5
Jobs
L'incredibile storia di un visionario che aveva deciso di cambiare il mondo ...e lo ha fatto: Steve Jobs. Un uomo che nella vita ha sperimentato molto, dell'entusiasmo per le sue nuove scoperte ai demoni personali che hanno oscurato la sua 'visione' fino ai trionfi della seconda parte della sua esistenza. Attraverso la sua grinta, la passione, la persistenza e la forza della sua volontà Steve Jobs, senza scendere a compromessi, ha cambiato il modo di vedere il mondo di oggi e per queste sue qualità è diventato fonte di ispirazione per tanti.
  • Altri titoli:
    jOBS Get inspired
  • Durata: 128'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA
  • Produzione: JOSHUA MICHAEL STERN, MARK HULME PER FIVE STAR INSTITUTE IN ASSOCIAZIONE CON SILVER REEL
  • Distribuzione: M2 PICTURES
  • Data uscita 14 Novembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
Non era nata sotto i migliori auspici la produzione di jOBS, biopic che racconta la vita di Steve Jobs dalla metà degli anni '70 (quando era studente al Reed College) fino alla creazione dell'iPod nel 2001. I seguaci del profeta informatico avevano già storto il naso al momento dell'annuncio del regista, il poco conosciuto e ancor meno esperto Joshua Michael Stern, mentre il protagonista Ashton Kutcher era finito in ospedale pochi giorni prima dell'inizio delle riprese, a causa della dieta fruttariana seguita per immedesimarsi al meglio nel grande informatico statunitense, scomparso il 5 ottobre del 2011.
Se le premesse erano tutt'altro che incoraggianti, la realizzazione del film non è riuscita a ribaltare i nefasti pronostici.
Presentato in anteprima allo scorso Sundance Film Festival, jOBS è un prodotto piuttosto grossolano, incapace di cogliere le tante sfumature del carismatico guru della Apple.
Incorniciato da due sequenze eccessivamente enfatiche e fin ricattatorie, il film mantiene un livello discreto soltanto a tratti, risultando troppo altalenante tra momenti toccanti e brusche cadute di stile.
Ashton Kutcher è credibile, s'impegna, seppur non riesca a trasmettere tutte le sfaccettature psicologiche del suo complesso personaggio. Andrea Chimento

CRITICA

"Terzo anello dell'ideale trilogia informatica sulla Rete e i suoi peccati, ecco la vita di Steve Jobs versione hollywoodiana: inizio nel '71 al campus (come eravamo), fondazione in famiglia della Apple, liti, cacciata e ritorno. Assente ingiustificato il lato rivoluzionario del personaggio cui Ashton Kutcher aderisce con una sua moderata passione; ma giocano contro, o meglio neutrali, sia il regista Stern sia lo sceneggiatore Whitley." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 novembre 2013)

"Due anni fa la morte di Steve Jobs generò una quantità di biografie, lette con avidità dagli adepti di un culto un po' settario. I quali attendevano come Babbo Natale questo primo 'biopic' del loro idolo, ma ne sono rimasti delusi (nel primo weekend Usa il film ha ottenuto un misero settimo posto). Non a torto. (...) È una classica 'success story' all'americana, priva di un punto di vista se non quello dell'agiografia pura e semplice: si racconta l'irresistibile ascesa di Steve attraverso la collaborazione con l'amico Steve Wozniak, la creazione di un laboratorio nel garage dei genitori, l'edificazione dell'impero Apple. Penalizzato da un budget modesto (12 milioni di dollari), un film che non si assume alcun rischio. Al contrario di Ashton Kutcher, il quale tenta invano di affrancarsi dai suoi soliti ruoli nella commedia romantica dimagrendo e 'travestendosi' da Jobs (l'abbigliamento, gli occhiali...) senza riuscire neppure a sfiorare il carisma del modello." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 novembre 2013)

"Una grande delusione discende dal biopic impersonale e didascalico dedicato al Signore dell'Apple. 'Jobs' segue il futuro inventore per vent'anni filati, dal periodo del college alla presentazione dell'iPod datata 2001 cercando d'evitare l'agiografia, ma finendo per banalizzare tutto a livello di un reportage di un magazine di seconda fila. Il difetto principale sta nel taglio dato alla personalità di Jobs, un calderone di psicologismi e umori semplicistici e ammiccanti che risultano fatali alle pure non disprezzabili qualità recitative di Ashton Kutcher (...) La regia non è in grado di suscitare le stesse tensioni e gli stessi cortocircuiti societari emersi nel capodopera 'The Social Network' del grande Fincher." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 14 novembre 2013)

"Noioso, superficiale e ripetitivo, il biopic su Steve Jobs sa di occasione persa. Kutcher, pur bravo a ripetere maniacalmente i gesti del fondatore di Apple, non riesce a restituirne il lampo geniale degli occhi. Rispetto a 'The Social Network', questo sembra un film tv e neanche dei migliori. A volte più commedia che altro, esalta un'azienda piuttosto che un uomo. Agli italiani interesserà un simile film? Probabile che, in sala, si distrarranno mandando sms con l'iPhone." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 14 novembre 2013)
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