Ji Yuan Tai Qi Hao

CINA, HONG KONG - 2019
2,5/5
Ji Yuan Tai Qi Hao
Negli anni Sessanta, mentre si definisce uno stile di vita materialistico, a Hong Kong emergono anche correnti alternative. Ji yuan tai qi hao narra la storia di Ziming, uno studente dell'Università di Hong Kong combattuto tra i sentimenti che nutre per la signora Yu, una madre in autoesilio da Taiwan negli anni del Terrore Bianco, e la sua bellissima figlia Meiling. Ziming le porta a vedere diversi film e, attraverso i momenti magici catturati sul grande schermo, si fanno strada passioni proibite. L'arco temporale coincide con gli eventi turbolenti vissuti a Hong Kong nel 1967.
  • Altri titoli:
    No.7 Cherry Lane
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: MONICA CHAO, YONFAN PER FAR SUN FILM

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Un po’ Liala, un tot Casablanca, un filo Wong Kar-wai. Si fa per dire, ma nemmeno troppo: mélo, romanzo di formazione, canto della marginalità, carme erotico, No. 7 Cherry Lane fa di animazione, 3D scalato a 2D amanuense, un mosaico, una giustapposizione di uguali e contrari, spirituale e fisico, bello e brutto, alto e basso, puro e vizioso.

A dirigere il cinese trapiantato a Hong Kong Yonfan, già in giuria al Lido nel 2017, non mancano le suggestioni biografiche, ma il patchwork ha uno sfondo in primis politico: le rivolte del 1967, gli scontri tra governo britannico e comunisti locali – il ventenne Yonfan era lì.

Il protagonista Ziming, studente universitario belloccio, ha quell’età, ed è il vertice alto di un triangolo: la signora Yu, fuggita dal Terrore Bianco di Taiwan, e la figlia Meiling, entrambe belle, la seconda di più. Forse, Ziming partirà con la prima, ma non è detto: l’importante è vivere, l’importante fantasticare, spesso con voltaggio erotico, e il cinema aiuta, la visione in sala catalizza aneliti e desii, vorrei ma non posso, o posso?

In Concorso a Venezia 76, No. 7 Cherry Lane è contraddittorio, il regista parla di “desolazione nello splendore”, e non a sproposito: musiche splendide di Yu Yat-yu, Yonfan, Chapavich Temnitikul, Phasura Chanvitikul, disegno dibattuto tra sveltezza e leziosità, gattini come sui social, svenevolezze e piccinerie, folate perv e licenziose, sentimenti compiti.

Tutto e il contrario di tutto, in mezzo un film suggestivo a tratti, eccitante qui e là, stucchevole per il resto. Non è un divertissement, non un memoir, nemmeno un coming to age a spinta erotica: c’è un domicilio, No. 7 Cherry Lane, manca una residenza. Incompiuto.

NOTE

- ANIMAZIONE: ZHANG GANG, HSIEH WEN-MING.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: SYLVIA CHANG, ZHAO WEI, ALEX LAM, YAO WEI, TIAN ZHUANGZHUANG.

- PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).
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