Jack colpo di fulmine

Lightning Jack

AUSTRALIA - 1994
Jack colpo di fulmine
Nei fiabeschi annali del vecchio West la leggenda del fuorilegge Jack Kane "Il fulmine" emerge fra le altre... quanto meno questo è ciò che Jack ama pensare. In realtà, egli è soltanto la leggenda di se stesso, Jack vuole cambiare la situazione e, si dimostra all'altezza del proprio nomignolo. E' in grado di colpire la cruna di un ago a 50 passi di distanza. E non importa se è arrivato a quel punto della vita in cui ha bisogno degli occhiali per leggere: può metterli da parte ed evitare inutili imbarazzi. Una cosa è certa: Jack è la pistola più rapida del West. Adesso bisognerebbe che lo sapesse anche il resto del mondo. E' arrivato il momento che Jack si trovi un socio nelle sue azioni delittuose, qualcuno che sia letale e pericoloso quanto lui. Forse Ben Doyle non è ciò che aveva in mente Jack. Del resto, non esistono poi tanti fuorilegge muti nel grande West americano. Ben non sa parlare, ma capisce le cose al volo e desidera apprendere da persone come Jack Kane l'arte di essere un autentico cattivo. Jack è un uomo ricercato e Ben vuole essere ricercato: il veloce pistolero ed il suo silenzioso allievo stanno per scoprire che l'America può essere una terra di grandi opportunità... a meno che la legge non arrivi prima di loro!
  • Altri titoli:
    Relámpago Jack
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM, SCOPE (1:2.35)
  • Produzione: PAUL HOGAN, GREG COOTE, SIMON WINCER PER LIGHTNING RIDGE, VILLAGE ROADSHOW PICTURES
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (1994) - TOUCHSTONE HOME VIDEO

CRITICA

"Il nuovo film australiano dicono sia stato prodotto e realizzato a furor di popolo, sottoscritto uno per uno da una cooperativa di spettatori attraverso un'offerta pubblica in borsa che in 6 settimane ha raccolto i 25 milioni di dollari necessari per le ricche scenografie ancien regime e i viaggi nei primordi del West, dai canyon dell'Arizona all'ineffabile Monument Valley. E ora chi glielo dice che forse i conti al botteghino non tornano? Tutto per aver ancora sotto gli occhi dello schermo panoramico il divo di 'Crocodile Dundee', Paul Hogan, anche sceneggiatore, con cappellaccio e fazzoletto al collo, copia sbiadita del prototipo di Gary Cooper, l'eroe corretto con un filo di ironia negli occhi. Gli stanno spiritosamente accanto il ragazzo nero del Bronx Cuba Gooding jr. ('Boyz n the Hood') e Beverly D'Angelo, una delle bionde più spiritose dello schermo americano anni '80. Dimenticavamo il regista: Simon Wincer ha fra le referenze alcuni episodi dell'Indiana Jones televisivo e il buon successo ecologico di 'Free Willy': sintonizzato quindi sul teenagerismo, recuperando le memorie del cinema che fu." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 25 Maggio 1994)

"Un western abbastanza in burla: scritto e interpretato da Paul Hogan, protagonista appunto di 'Crocodile Dundee', il più grande successo del cinema australiano di qualche anno fa. Gli sberleffi sono simili e non è diverso il gusto dichiarato per l'avventura all'aria aperta qui sorretto anche meglio dalle cornici celebri del West e dagli schemi pur qua e là derisi, del western classico. Così si può anche palpitare, trascinati dai ritmi dell'azione, ma in sottofondo (e spesso anche in superficie) lo scherzo si affaccia non di rado con una certa prepotenza, per proporre - come nel film australiano - occasioni furbe di spasso. A sostenerle e a ravvivarle, naturalmente, ci si mette con impegno Hogan attore, nonostante la regia del suo concittadino Simon Wincer, non gli dia sempre gli spazi e i toni giusti, specie quando esita un po' tra l'avventura seria e i tentativi invece di prenderla amabilmente sottogamba. Nei panni del muto che fa da spalla, il simpatico Cuba Gooding Jr. già apprezzato tempo fa in 'Boyz n the Hood'. C'è anche una bella dedita spesso al comico, Beverly D'Angelo, sempre legata alla serie 'National Lampoon'. E fedele a quella." ('Il Tempo', 21 Maggio 1994)

"Western-spaghetti? No: western-kiwi, visto che il film è australiano e, per di più, è un film fai-da-te, finanziato da una vera e propria sottoscrizione popolare che, nella terra dei canguri, pare abbia racimolato, dollaro dopo dollaro, i 25 milioni necessari alla produzione. Il tutto per veder tornare sugli schermi un eroe nazionale: quel Paul Hogan (qui anche sceneggiatore), copricapo sgualcito e fazzoletto arrotolato sul collo, già buon selvaggio e bravo diavolo in 'Crocodile Dundee'. Tant'è: Jack colpo di fulmine deve, comunque, agli sgangherati western di casa nostra più che la semplice ispirazione. Il resto è silenzio (o quasi): paesaggi convenzionali, battutine sciocchine e una certa vocazione al grottesco che guasta. Dove siete andati a finire Terence Hill e Bud Spencer?" (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 27 Maggio 1994)
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