Isotta

ITALIA, PORTOGALLO, GRECIA - 1996
Trentenne grassa e paffuta, Isotta fa la cucitrice in un quartiere popolare di Napoli. Le sue uniche due passioni sono i dolci e il sognare, attività, quest'ultima, che le consente di evadere da una realtà dura e faticosa. Un giorno il sogno di Isotta sembra avverarsi con l'arrivo di Alexandros, un commerciante di Salonicco. Ma il greco conosce Luisa - una collega di Isotta - e si innamora di lei. Isotta riprende la solita vita di tutti i giorni consapevole di doversi sempre più rifugiare nella vita parallela del sogno.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: DARIO FORMISANO, ROBERTO GAMBACORTA PER RIVERFILM IN ASSOCIAZIONE CON GEORGIADES PRODUCTIONS (ATENE), GER (LISBONA), IN COLLABORAZIONE CON RAI-RADIOTELEVISIONE ITALIANA
  • Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALI (1997)

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: EUROIMAGES DEL CONSIGLIO D'EUROPA.

- INSERTI CINEMATOGRAFICI DA 'L'APPARTAMENTO' (BILLY WILDER), 'ANONIMO VENEZIANO' (ENRICO MARIA SALERNO), 'BODY OF EVIDENCE' (ULI EDEL)

- PRESENTATO ALLA 53.MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (1996) NELLA SEZIONE "SETTIMANA DEL CINEMA ITALIANO".

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

CRITICA

"(..) bisogna riconoscere al film, evanescente sul versante cromatico, una certa visibilità nel farci assaporare lo strano mondo parallelo nel quale si libera, biancovestita e aerea, l'ingombrante fanciulla. Peccato che un eccesso di poeticismo appesantisca l'atmosfera già trasognata della vicenda, ma almeno c'è un'idea di cinema in Isotta". (Michele Anselmi, 'l'Unità', 3 maggio 1997)

"Visivamente il film ha momenti efficaci grazie soprattutto alla fotografia di Pasquale Mari e alla colonna sonora degli Avion Travel, ma narrativamente perde qualche colpo: brava, nel ruolo di Isotta, Nicoletta Magalotti, signorina 'grandi forme', cantante, voce solista dei Violet Eves, attrice di teatro d'avanguardia, sorta di Alyson Moyet italiana, molto amata da Pier Vittorio Tondelli." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 4 maggio 1997)
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