ISHTAR

USA - 1987
ISHTAR
Chuck Clarke e Lyle Rogers, due cantautori cabarettisti americani, per la verità sfortunati, vengono ingaggiati per una tournée in Marocco. Chuck, durante il viaggio, offre il suo passaporto ad un'araba impaurita all'aeroporto da misteriosi persecutori politici. Raggiunta Ishtar - un Emirato - i cantanti si trovano coinvolti in pericolose avventure. Lì c'è un Emiro dalle maniere forti, protetto dagli Stati Uniti; ci sono partigiani (e Shirra, la donna dell'aeroporto è una di loro) in attesa di due individui per scatenare la rivoluzione (una antica mappa, trovata da un archeologo americano che si occupa di scavi, preannuncia il loro arrivo in loco). Non manca la CIA, con il proprio rappresentante, che offre a Chuck e Lyle di collaborare. Tra incidenti ed equivoci, Chuck e Lyle si ritrovano in pieno deserto, lottando con un cammello riottoso e per giunta cieco, senza poter raggiungere la sospirata oasi, e - come se non bastasse - in possesso della famosa mappa cucita da qualcuno sui loro panni, la quale potrebbe scatenare il finimondo nella immensa regione, mutandone l'assetto politico. Poco dopo che si è svolta sulle dune un'asta di armi micidiali tra capi arabi - con Chuck nelle vesti di banditore e interprete - arrivano in elicottero agenti della CIA i quali, appoggiando l'emiro e volendo impadronirsi della mappa in questione, hanno deciso di eliminare Chuck e Lyle. Ma costoro, ora in possesso delle armi, si salvano riuscendo a tornare ben presto alla loro vocazione di cantare canzoni antiche e nuove: le nuove in un disco finanziato dalla stessa CIA, ora costretta a patrocinare notevoli riforme sociali.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR
  • Produzione: WARREN BEATTY PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION, DELPHI V PRODUCTIONS
  • Distribuzione: COLUMBIA PICTURES ITALIA (1987) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

"Pasticciata e spiritosa commedia dell'altrove spiritosa Elaine May, a cavalcioni fra satira e farsa dal costo inversamente proporzionale allo spasso, nonostante la presenza dell'inedita e, sulla carta, entusiasmante coppia Dustin Hoffman-Warren Beatty. Se il primo, pur sempre fascinoso, ha qualche affinità con il genere brillante, lo stranito compare è più deprimente di Marzullo. La sprecata Isabelle Adjani, avvolta nel barracano nero, mostra solo gli occhi. Splendidi. Ma è troppo poco". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 1 aprile 2001)
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