Irréversible

FRANCIA - 2002
Irréversible
Alex è una giovane donna violentata da uno sconosciuto incontrato per caso, forse provocato. Il fidanzato Marcus e l'ex marito Pierre decidono, di comune accordo, di farsi giustizia da soli.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35MM - SCOPE FILM
  • Produzione: CHRISTOPHE ROSSIGNON PER ESKWAD - NORD-OUEST PRODUCTION
  • Distribuzione: BIM
  • Vietato 18
  • Data uscita 24 Maggio 2002

NOTE

- REVISIONE MINISTERO: MAGGIO 2002, DICEMBRE 2018.

- PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2002.

- EVENTO SPECIALE FUORI CONCORSO ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).

CRITICA

"Gaspar Noé è un regista che ha il mestiere tra le mani, conosce il gioco delle immagini a memoria, è guidato da istinto sicuro. Deve per un attimo essersi sentito Kubrick e prendendo il duo Cassel-Bellucci ha pensato di imitare il maestro americano che lavorò con la coppia Kidman-Cruise. Viene infatti dalla lontana e difficile Argentina, vuole saltare le tappe e dopo un paio di film anonimi, in cerca di una affermazione definitiva, ha pensato bene di prendere una scorciatoia. Rapida e pericolosa. Noé rischia in proprio. A rischiare invece di rimetterci la faccia è il festival che ha creduto di gabbare un po' tutti con questo piccolo film il cui peggior difetto è d'esser in fin dei conti assai pretenzioso." (Andrea Martini, 'Il Giorno', 24 maggio 2002)

"Realismo, tempo reale, un certo compiacimento da parte del quarantenne regista argentino emigrato in Francia, che del film è pure sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, produttore. Qualche ora nella vita di una coppia che passa da una comune serenità all'orrore, dopo aver subito l'irreparabile. Qualche eco de 'L'arancia meccanica' di Kubrick; musica di Thomas Balgater dei 'Daft Punk'; Monica Bellucci è una gran bellezza, come tutti sanno, ma qui in una maniera particolare." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 maggio 2002)

"Nessun rispetto dimostra il Noé di 'Irreversible', vergognosamente risoluto a sfruttare due diversi tipi di retorica. Filmica per shockare spettatori che, visibilmente, disprezza. Così la prima parte è buia, concitata e frenetica fino all'indecifrabilità dell'immagine; la seconda è fatta di lunghi piani-sequenza con la macchina da presa fissa, che speculano voyeuristicamente sullo stupro o sull'intimità della coppia Bellucci-Cassel. Magari lui è convinto davvero di aver fatto un film 'irrèversibile', una pietra miliare del cinema da cui non si torna indietro. Probabilmente è un tipo cinico e furbo, più interessato a dare scandalo per trarne vantaggio che non a valorizzare il talento che pure, altrove, ha mostrato di possedere. André Bazin, il maestro di registi del calibro di Truffaut e Godard, diceva che due cose sono irrappresentabili sullo schermo: l'atto sessuale e la morte. Noé avrebbe fatto meglio a leggerlo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 maggio 2002)

"C'è troppa pancia nella filosofia spicciola della banlieu di Noé. E soprattutto, non c'è nessun interesse per quel che succede nell'ora successiva: i protagonisti attraversano lo schermo senza lasciare traccia, trasparenti e insignificanti come un luogo comune, indietro, verso la serenità manierata di uno spot pubblicitario che il dio di Noé massacrerà. Non ci piacciono, non ci commuovono, esistono solo in funzione di uno 'scandalo' a tavolino". (Emanuela Martini, 'Film tv', 29 maggio 2002)
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