Io sono il Capataz

ITALIA - 1950
Per la sua bassa statura Uguccione non riesce a trovare un impiego qualsiasi. Un giorno, per un seguito di circostanze, è scambiato per il famoso C6, pericoloso agente rivoluzionario, e trasportato, per via aerea, insieme al suo amico Erasmo, nel Parazuela. Qui Uguccione, che ha preso il nome di Rascelito Villa, assume il comando delle truppe rivoluzionarie, occupa la capitale e s'insedia come dittatore. Egli, però è soltanto un fantoccio nelle mani dei ministri, che governano con metodi terroristici. Rascelito crede che il popolo lo adori; ma un giorno è costretto a rendersi conto della reale situazione. Il popolo lo odia, i ribelli, capeggiati da Rosa de Fuego, vogliono ucciderlo. Per salvarlo, Erasmo fa credere al popolo che Rascelito non è Rascelito, ma un suo fratello gemello, Pancho, venuto ad uccidere il tiranno. Imprigionato sotto il nome di Pancho, Rascelito, attraverso un passaggio segreto, passa dalla prigione alle sue stanze e viceversa. Sotto le spoglie di Pancho, si mette a capo degl'insorti, penetra nel palazzo del governo arresta i ministri e finge d'uccidere Rascelito, cioè un manichino. Acclamato liberatore, Pancho rinuncia al potere, per vivere accanto a Rosa de Fuego, che l'ama.

CAST

CRITICA

"Rascel, eccellente comico del varietà e della rivista, non ha ancora trovato una sua personalità sullo schermo [...] e ciò fa sì che la comicità delle sue avventure filmate sia affidata completamente alla maggiore o minore originalità delle trovate, essendo assai scarso, o almeno irrilevante, l'apporto che il protagonista riesce a dare con la sua presenza". (Alberto Albertazzi, "Intermezzo", n. 5, 15 marzo 1951).
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