IO NO

ITALIA - 2003
IO NO
Flavio e Francesco sono fratelli ed hano caratteri completamente diversi. Il primogenito Flavio è un gran lavoratore sposato con Laura, ha già avuto due figlie e gestisce l'albergo sul mare della famiglia. Il fratello più piccolo, invece, vorrebbe fare il musicista e vive alla giornata tentando di scansare ogni tipo di responsabilità. La sua vita cambia, però, di colpo quando Laura, sua ex fiamma, gli presenta una sua amica, Elisa, insegnante di danza delle bambine ed amante segreta di Flavio. Mentre, scoperta la verità, Laura va via di casa con le bambine, Francesco fugge insieme ad Elisa a Cape Town dove si sposano ed hanno una bambina mentre Flavio intanto divorzia da Laura e comincia ad odiare il fratello per aver distrutto il suo mondo idilliaco. Ma un evento luttuoso finirà con il riavvicinarlo al fratello.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: ROMANZO OMONIMO DI LORENZO LICALZI (ED. FAZI)
  • Produzione: MASSIMO FERRERO PER BLU CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: 20th CENTURY FOX
  • Data uscita 31 Ottobre 2003

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

CRITICA

" 'Io no', prima co-regia della coppia Ricky Tognazzi (6 pellicole da solo tra cui gli ottimi 'Ultrà' e 'La scorta') e Simona Izzo (brava sceneggiatrice per Ricky e regista di due film) tratta dall'omonimo romanzo di Lorenzo Licalzi, è una pellicola bifronte. Prima parte divertita e divertente raccontata da quattro voci off (Francesco, Flavio, Laura, Elisa). Seconda parte micidiale. Un melodramma troppo strappalacrime per essere vero. Gian Marco Tognazzi vicino alla perfezione. Izzo-Tognazzi escono dalle camere da letto per affrontare grandi temi. E' un azzardo, ma come sosteneva Orson Welles bisogna sempre brindare al carattere." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 31 ottobre 2003)

"Registi in coppia coniugale, Simona Izzo e Ricky Tognazzi firmano 'Io no', commedia melò su un tema classico, i due fratelli che si capiscono male e tardi, uno borghese inserito nel peggio del costume, e uno ribelle, che dice no. Si trovano a condividere due donne e poi a perderle. Il simpatico nepotismo del cinema inserisce nel cast tutta la famiglia d'arte: sensibile Francesco Venditti, figlio di Simona ed Antonello, estroverso e bravo Gian Marco Tognazzi, figlio di Ugo e fratello di Ricky, dolce Miriam Catania, nipote di Simona ed altri vari ed eventuali: la bellissima Ines Sastre si deve essere sentita un'estranea. Il film però è spaccato in due: una prima metà giocata, anche nel montaggio a puzzle psicologico, sui caratteri e sui rimorsi-rancori di una famiglia litigarella; una seconda che vira nel pianto a dirotto, si sposta a Cape Town e prende una piega fuori registro. Decidete voi il da farsi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 novembre 2003)

"Eccellente confezione, non sempre attenta allo scavo come vorrebbe e dovrebbe, bella sorpresa dai due interpreti che grazie a una guida sicura trovano qui la prima vera occasione di mettere in mostra le rispettive capacità." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 novembre 2003)

"Anche a essere poco pettegoli, non si può non pensare all'autobiografia, al rapporto sempre un poco difficile tra i due figli di Ugo Tognazzi, e alla aspirazione di Simona Izzo alla "commedia umana". Le attrici sono corrette nei loro personaggi non molto rilevanti, Francesco Venditti è bello e vitale; il più bravo è certo Gian Marco Tognazzi, infelice e vincente. (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 novembre 2003)
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