Io & Marilyn

ITALIA - 2009
2/5
Io & Marilyn
Galeotto uno spettacolo circense cui aveva accompagnato la figlia, il manutentore di piscine Gualtiero Marchesi viene abbandonato dalla moglie Ramona, ammaliata da Pasquale, un seducente domatore di leoni. Gualtiero sfoga la sua delusione con una coppia di amici gay e insieme organizzano per gioco una seduta spiritica. L'apparizione del fantasma di Marilyn Monroe sconvolgerà la già complicata esistenza di Gualtiero, soprattutto perché nessuno, all'infuori di lui, sembra vedere o sentire l'affascinante spettro...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LEVANTE, OTTOFILM IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 18 Dicembre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Nel suo nono film, 15 anni dopo l'esordio felicissimo de I laureati, Leonardo Pieraccioni interpreta il "normotipo" Gualtiero Marchesi, 40enne che vive "raccomodando" piscine, con una ex moglie (Barbara Tabita, già sua ex consorte in Ti amo in tutte le lingue del mondo) scappata con "un domatore di circo stile Tarzan" (Biagio Izzo)  e due amici pasticceri "gay di fatto" (Massimo Ceccherini e Luca Laurenti). Durante una casareccia seduta spiritica, Gualtiero chiama Marilyn Monroe (la 23enne sosia londinese Suzie Kennedy, nomen omen…), che comparirà in cucina: solo per i suoi occhi e i suoi orecchi...
Nel cast anche Marta Gastini, la figlia e “la donna più importante” di Gualtiero, lo psichiatra Francesco Guccini, Rocco Papaleo, l'unico a credere nella "presenza in atto" di Marilyn, e il maresciallo dei carabinieri Francesco Pannofino, Io & Marilyn arriva sotto l'albero, ma starebbe meglio altrove: se il Leo nazionale è maturato cinematograficamente e non solo,  sulla soglia dei 45 anni il suo sorriso si fa più tirato, e la tristezza fa capolino nell'alternativa principe al cinepanettone Filmauro.
Come dire, si ride di più in conferenza stampa per le battutacce del toscanaccio Ceccherini - viados, gay, filmini e ricatti con bersaglio l'amico Pieraccioni - che in 96 minuti di film, sceneggiato a quattro mani con Giovanni Veronesi, che con volgarità e sguaiatezze tiene lontano pure il divertimento senza se e senza ma, quello che dovrebbe “santificare” un Natale di celluloide che si rispetti. Dispiace, perché Pieraccioni è simpatico e alla mano: ma tra “buona persona” e “film buonista” c'è di mezzo la noia.
PS: di Marilyn non diciamo nulla, d'altronde nemmeno il film sa che farsene…
 

CRITICA

"Gli artisti sono come gli uomini. Alcuni cambiano, altri rimangono sempre gli stessi. Nonostante i capelli ormai grigi Leonardo Pieraccioni non cessa di fare il Leonardo Pieraccioni.(...) Chi dunque ama l'imperturbabile carineria comica di Pieraccioni, amerà 'Io e Marilyn' (...). Chi invece comincia a trovarla stucchevole, troverà più stucchevole che mai questa commedia cinematografico-spiritualista." (Giacomo Vallati, 'Avvenire', 16 dicembre 2009)

"Se vai a stringere, il nuovo film natalizio di Leonardo Pieraccioni, 'Io & Marilyn', (...) regge su una trovata allungata come un elastico: il fantasma di Marilyn Monroe." (Valerio Cappelli, 'Corriere Della Sera', 16 dicembre 2009)

"Si ride poco con Pieraccioni e l'insulso clone della Monroe. Un mezzo disastro. Sembrava un autore ritrovato lo spiritoso Leonardo Pieraccioni, sorprendentemente a segno nelle tre ultime uscite (...). Eccolo invece ripiombare al livello dei suoi due precedenti pasticci (...). 'Io e Marilyn', scritto con l'irriconoscibile Giovanni Veronesi, è una commediola sentimentale così fragile da far tenerezza e così sconclusionata da mettere i brividi, Una storiella dove si infilano almeno tre, anzi quattro con la protagonista, personaggi fastidiosamente superflui (...) e dove basta il pollice per contare le battute decenti." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19-12-2009).

"Tutti fedeli e uguali a se stessi, i film del toscano vogliono toccare corde meno rozze, più delicate e sentimentali. Qui con lo stratagemma del fantasma di Marilyn che appare a Leonardo per infondergli fiducia e fargli riconquistare l'amore della moglie. Come l'apparizione di Eric Cantona nel nuovo film di Loach, come quella di Bogart in Provaci ancora Sam. La parola chiave qui dovrebbe essere leggerezza . Ma la leggerezza di Pieraccioni è talmente leggera che te la scordi appena uscito dal cinema." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 dicembre 2009)

"Una commedia romantica con un tocco fantasy. Consueto lo stile (...) un po' più romantico, un po' più curioso di ciò che succede nell'aldilà. Insomma, un po' più fantasy." (Pietro Razzini, 'Gazzetta di Parma', 16 dicembre 2009)
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