IO E CATERINA

ITALIA, FRANCIA - 1980
Enrico Menotti è sposato con Marisa, ma da tempo non si interessa alla vita della stessa e, personalmente, ha come amante Claudia Parise, la segretaria d'ufficio. Inviato dalla propria ditta in America per un contratto, Enrico viene ricevuto dall'amico Arturo e, quando gli manifesta le proprie difficoltà con le donne di casa e della vita, quello gli parla entusiasticamente di Catherine, un "robot" femmina perfettissimo e tuttofare. Nonostante il prezzo salato, Enrico ordina un "Caterina" e forte di tale sussidio domestico, si sbarazza tanto della moglie, quanto dell'amante e persino della domestica Teresa. "Caterina", rapidamente assuefattasi alla grande casa, soddisfa puntualmente ai numerosi compiti; qualche perplessità la provoca quando, dichiarando di sentirsi "solo", il robot pretende un po' di compagnia dal padrone e il diritto di assistere agli spettacoli televisivi. Non scoraggiato per cosi' poco, il Menotti cammina diritto per la propria strada di indipendenza e, incontrata casualmente Elisabeth, una ex dipendente della moglie, la invita nella propria villa. "Caterina", svelando sentimenti tipicamente femminili, sin dagli inizi denota gelosia e ostilità; quindi, non appena s'avvede che l'intrusa sta per passare la notte nel letto del padrone, quasi demolisce la casa. Enrico, ormai stanco, fa pace con il robot che lo serve di tutto punto ma lo rinchiude in una sorta di gabbia dorata.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: SATIRICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO
  • Produzione: FULVIO LUCISANO PER IIF TARAK BEN AMMAR PER CARTHAGO F (PARIGI)
  • Distribuzione: DLF IIF MEDUSA CIN - GENERAL VIDEO, DOMOVIDEO, SKORPION ENTERTAINMENT

CRITICA

Pesantemente simbolico, il film di Sordi sfrutta male una idea interessante. E' anche vero che, dopo Hal 9000, le rivolte dei computer non fanno piu' alcuna impressione: restano il narcisismo di Albertone e un po' di noia. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) Sordi produttore-regista-sceneggiatore rende un cattivo servizio a Sordi attore, sciupando un bel soggetto di Sonego trasformandolo in un bieco e sciapo apologo maschilista, confermando la sua fama di scapolo d'oro. (Laura e Morando Morandini, Telesette)
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