Io, Claude Monet

GRAN BRETAGNA - 2017
Io, Claude Monet
A partire dagli scritti di Monet (Parigi, 1840 - Giverny, 1926), accostati alle straordinarie opere conservate nei più importanti musei del mondo, il film rivela la tumultuosa vita interiore del pittore di Giverny, tra momenti di intensa depressione e giorni di assoluta euforia creativa, offrendone così un ritratto complesso e commuovente. Attraverso più di cento dipinti filmati in alta definizione viene mostrta la vita emotiva e creativa del pittore che con il suo "Impression. Soleil levant", esposto nell'aprile del 1874 nello studio del fotografo Nadar, fece parlare il critico Louis Leroy della prima "esposizione degli impressionisti", dando involontariamente vita al termine che avrebbe segnato buona parte della storia dell'arte europea di fine Ottocento. Riportate alla vita dall'attore britannico Henry Goodman, le lettere di Monet narrano infatti il percorso dell'artista da "enfant prodige" e appassionato caricaturista a maestro indiscusso di fama internazionale e registrano con attenzione gli incontri più importanti - come quelli col pittore Eugène Boudin e col primo ministro e amico Georges Clemenceau. Molte lettere mostrano inoltre la disperazione, i momenti di oscura depressione e anche il tentativo di suicidio, i problemi di salute, i lutti e le complesse relazioni con Camille Doncieux e Alice Hoschedé, prima e seconda moglie dell'artista. Oltre a ripercorre i luoghi in cui Monet dipinse e scrisse le sue lettere, da Honfleur a Étretat, da Parigi a Venezia, da Londra a Le Havre viene dato spazio alla corrispondenza poco nota coi colleghi impressionisti Bazille, Manet e Pissarro e agli accesi scambi di opinione col mercante Paul Durand-Ruel, mostrando il rapporto spesso conflittuale di Monet con il mondo dell'arte.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: EXHIBITION ON SCREEN, IN ASSOCIAZIONE CON SEVENTH ART PRODUCTIONS
  • Distribuzione: NEXO DIGITAL
  • Data uscita 14 Febbraio 2017

TRAILER

CRITICA

"Dove (...) sia arrivato con i colori e l'osservazione maniacale della luce (...) lo si può cogliere nel docu-film (...) di Phil Grabsky (...). Non è un biopic né un'opera di fiction, ma un collage di tremila lettere che vengono lette e interpretate dall'attore britannico Henry Goodman, mentre sullo schermo scorrono paesaggi «vissuti» e paesaggi reinventati dal pittore. Il risultato è un ritratto intimo, che entra nelle pieghe di un'esistenza eccentrica, in cui si alternano cupe disperazioni (...) e gioie immense. (...) Nel film, si entra letteralmente dentro cento dipinti ripresi in alta definizione e si torna nei luoghi attraversati dall'inquieto spirito di Claude Monet, guardando gli stessi scorci sul mare, le scogliere, i ponti, i tramonti e le sue albe." (Arianna Di Genova, 'Il Manfesto', 14 febbraio 2017)
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