INTOLERANCE SGUARDI DEL CINEMA SULL'INTOLLERANCE

INTOLERANCE

ITALIA - 1996

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996

CRITICA

"Se da un parte il carattere 'in progress' permette di allargare il più possibile le proposte, dall'altra rischia di diventare un limite, soprattutto per il tema, intolerance, intolleranza, che porta a una serie infinita di letture. Quello che probabilmente manca in questa operazione è un 'modello', una supervisione 'rigida' nell'improvvisazione (come dimostrano esempi di altri paesi, tipo la serie francese 'Toutes les garcon et les filles dans leurs age'). Certo qui e condizioni sono altre, ma nella libertà (costrizione) dell'auto-produzione, il problema non sembrano alla fine i soldi, ma proprio le storie, gli esempi scelti. Chè il rischio del luogo comune è sempre a un passo. (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 12 novembre 1996)

"Il film merita un incoraggiamento, anche se nel mucchio ci sono episodi che sarebbero potuti essere tranquillamente espunti: perché 'telefonati' troppo didascalici, recitati così così. Altrove. invece 'Intolerance' azzecca il tono, passando dalla gag fulminante alla situazione 'costruita', dal siparietto ironico alla riflessione grave. (...) C'è da sperare che la prossima serie, che si vuole aperta a contributi internazionali, allarghi questa dimensione 'narrativa', non ermetica, di servizio. Per fare in modo che questo 'film infinito' possa essere consumato nelle forme più diverse, magari sfruttando la potenza mediatica della televisione pubblica (la Rai sembra interessata). Come dice una scritta di Adorno, messa a epigrafe dell'episodio 'Self Service' di Mariano Cirino con l'auto-cannibale Daniele Formica, "Ciò che ripugna come estraneo è sin troppo familiare". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 14 novembre 1996)
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