Intimità mortale

Intimate Stranger

USA - 1991
  • Altri titoli:
    After Midnight
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: YORAM PELMAN, J.J. LICHAUCO-PELAMAN PER SOUTH GATE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES - MULTIVISION, VIDEOPIU' ENTERTAINMENT

CRITICA

"Giallo psicologico di accettabile fattura ovviamente notturno e non privo di suspense, 'Intimità mortale' ha per interprete Deborah Harry, quarantasettenne (ben portati) ex leader dei mitici Blondie, ex-signora del rock trasgressivo fine anni Settanta. Se la cava con disinvoltura, non ride mai, fuma decine di sigarette (bionde) e - tra una telefonata e l'altra - trova anche il tempo d'intonare un paio di brani, compresa una versione appena sussurrata di 'Piece of my heart' di Janis Joplin." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 4 Maggio 1992)

"Un thriller con un po' di eros. Poco logico, forse, con una struttura narrativa che non spiega molto i fatti e trascura le motivazioni vere dei personaggi, ma con dei modi di rappresentazione in più momenti abbastanza convincenti. Allan Holzman, il regista, già apprezzato l'altr'anno in 'Programmato per uccidere', ha badato molto sia ai ritmi, sia alle immagini, in una Los Angeles nera cui la bella fotografia di Ilan Roseberg dà luci e colori d'incubo e con tensioni che, pur meccaniche e nel finale, quasi viscerali, si propongono sempre con gli effetti giusti: in vista di coinvolgimenti e di emozioni fabbricati con cura. Forse una serie B, con un occhio, nonostante l'eros, alla tv, ma congegnata con solido mestiere, in vista dei risultati che si volevano raggiungere: specie a livello d'ansia e di paura. La serie B è denunciata anche dagli interpreti. La protagonista Deborah Wheeler, la nota cantante dei Blondie. Qui non canta, e con degli zigomi forti e una faccia quadra, stenta a proporsi con carisma. Il suo partner è James Russo, visto di recente in 'Belli e dannati'. Gli si addicono le parti di fianco, qui invece alle prese con un ruolo da protagonista lo regge a stento, con espressioni ora facili ora esitanti. Non è colpa sua, però, c'è chi, nello spettacolo, può fare solo la spalla." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 1 Maggio 1992)
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