Interview

USA - 2007
Interview
Un illustre giornalista che si è sempre occupato di politica sta perdendo la stima dei suoi superiori e, dopo un diverbio con il suo capo, deve accettare suo malgrado l'incarico di andare a intervistare l'attrice protagonista di una celebre soap opera...
  • Durata: 81'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM - SFERICO (1.85:1)
  • Produzione: STEVE BUSCEMI, GIJS VAN DE WESTELAKEN E BRUCE WEISS PER IRONWORKS PRODUCTIONS, COLUMN PRODUCTIONS
  • Distribuzione: FANDANGO (2008)
  • Data uscita 11 Aprile 2008

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Giornalista politico e reporter di guerra lui, starlette di soap opera e film di serie B lei. Quasi una punizione per Pierre Peders (Steve Buscemi) intervistare Katya (Sienna Miller, la sua performance migliore), attricetta balzata agli onori della cronaca "più per le sue avventure erotiche che per i film interpretati". Il disagio e la disistima iniziale sono reciproci, ma alla fine il loro incontro formale si trasforma in qualcos'altro: nel loft newyorchese di lei, il faccia a faccia li porterà a confrontarsi più intimamente, a raccontarsi aspetti inconfessabili delle proprie vite. Ma chi fa il gioco di chi? Alla quarta regia di un lungometraggio, Steve Buscemi dà il via alla trilogia di remake americani pensati per omaggiare il lavoro dell'olandese Theo van Gogh, ucciso nel 2004 da un fondamentalista islamico: Interview, realizzato originariamente nel 2003, mantiene inalterato il senso di un discorso - incentrato sulla disfunzionalità di un rapporto tra due esseri lontanissimi, ma ugualmente disperati - che nelle mani del regista-attore statunitense assume i connotati di un gioco al massacro regolato da equilibri sia fisici che, naturalmente, psicologici (come la finta confessione di un male incurabile, l'altrettanto deprecabile menzogna su orrori di guerra mai avvenuti...). Abituato al cinema dei vari Jarmusch, dei fratelli Coen, Tarantino, maschera indimenticabile per ruoli altrettanto significativi, Buscemi non sbaglia quasi nulla sul piano tecnico (adottando persino l'escamotage delle tre macchine da presa, marchio di fabbrica di van Gogh) ma non riesce a mantenere uniforme la tensione narrativa, scivolando nella seconda metà del film verso un finale solo apparentemente rivelatore, in realtà tutto fuorché inaspettato: "E' il mondo delle celebrities, è il giornalismo", questa la (prevedibile) giustificazione terminale di una messa in scena a tratti seducente e brillante, duetto imperfetto ma al tempo stesso affascinante.

NOTE

- PRESENTATO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007) NELLA SEZIONE 'PANORAMA'.

- REMAKE DEL FILM OMONIMO DIRETTO DA THEO VAN GOGH NEL 2003.

CRITICA

"Partita malissimo in un locale alla moda, l'intervista sembra rianimarsi nel lussuoso loft dell'attrice, per poi prendere una piega inaspettata. Ma tra gaffes e ripicche, slanci e ripulse, sotterfugi e rivelazioni, prende corpo un duello combattuto da entrambi a colpi di simulazioni di ogni sorta. Quasi un trattatelo di massmediologia e seduzione, recitato da una coppia efficacissima. Anche se forse troppo impari quanto ad appeal." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 aprile 2008)

"Buscemi fa centro su tutti i fronti: riesuma più o meno involontariamente la provocazione tematica politicamente scorretta sull'informazione ideata da Theo van Gogh nella versione originale olandese dell'omonimo film: si gestisce in scena con maestria; coniuga un fluido discorso di messa in scena con un basso budget da vero indipendente. Le allusioni a Van Gogh si sprecano: divertitevi a trovarle." (Davide Turrini, 'Liberazione', 11 aprile 2008)

"Tenerezza, pudore, rabbia, menzogne ed un lento procedere verso la propria verità. Un film di parole mai vane, recitato benissimo e che si consuma in 80minuti senza respiro. Buscemi riesce persino ad essere affascinante. La bellissima Sienna Miller è una Sharon Stone giovane, un'attrice di straordinaria spontaneità, che fa pensare che i due abbiano talvolta improvvisato: sarebbe una bella notizia." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 11 aprile 2008)

"'Interview' è girato in sequenza e con tre camere in azione che hanno permesso di acchiappare ogni sfumatura degli attori. Il film in progress ne beneficia molto in un ritmato, cinico incontro di boxe morale, affascinante e interessante soprattutto quando tratta dell'influenza dei media, un rapporto sadomaso da cui né lo spettacolo né la politica oggi possono prescindere." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 aprile 2008)

"Piccolo film da camera sulla confusione tra realtà e rappresentazione, oltreché sulle ambivalenze del rapporto con i media e la celebrità, 'Interview' eredita parecchi tic del cinema indipendente americano, terreno di coltura di Buscemi. Però sa trasmettere un notevole senso di credibilità, grazie alle riprese, simultanee e continue, di tre diverse telecamere digitali." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 aprile 2008)

"Il film è anche, ovviamente, una riflessione sulla vacuità dei media, grazie al mestiere dei due protagonisti e alla tv perennemente accesa sullo sfondo. Ma non risulta né divertente né particolarmente graffiante, e non lascia a bocca aperta nemmeno per la recitazione. Ci si domanda cosa ne avrebbero fatto un Altman, o un Lumet, e si sente la mancanza di un regista più esperto." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 11 aprile 2008)
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