Insonnia d'amore

Sleepless in Seattle

USA - 1993
Insonnia d'amore
Maggie Baldwin è morta da 18 mesi, e il marito Sam e il figlio Jonah, che ora vivono a Seattle, non riescono a rassegnarsi alla sua mancanza. Mentre Sam soffre in silenzio, Jonah, che capisce la sua pena, cerca di aiutarlo. Perciò la sera della vigilia di Natale, il bambino telefona alla dottoressa Marcia Fieldstone, che nel suo programma radiofonico chiede agli ascoltatori quale desiderio vorrebbero vedere realizzato, e le parla di suo padre, trovare una donna capace di fargli dimenticare sua madre è ciò che desidera Jonah. Dopo le ingenue parole del piccolo, Sam si inserisce nella telefonata, dapprima irritato per l'intrusione nella sua privacy, ma poi portato dalla dottoressa a confidarle il grande vuoto della sua vita. La trasmissione è molto seguita e quella notte tra la gente che ascolta padre e figlio parlare del proprio dolore con grande sincerità, c'è Annie Reed, una brillante e giovane giornalista, che sta guidando sola per raggiungere il fidanzato Walter Jackson, col quale si sposerà presto, anche se non trova in lui l'amore "magico" che sogna da una vita. Nell'ascoltare quella trasmissione radiofonica traboccante di sentimento, e soprattutto le parole del vedovo, la ragazza è commossa, e da quel momento pensa continuamente a Sam, dalle cui frasi sull'amore è rimasta colpita come da un incantesimo.
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: GARY FOSTER PER TRISTAR PICTURES
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1993.

CRITICA

"Succede raramente di incontrare una commedia così abile e intelligente, così romantica e ruffiana, così ben scritta e ben interpretata: al 'the end' si arriva con l'occhio lucido, ma senza vergogna, anzi con orgoglio. Dietro a 'Insonnia d'amore' c'è tutta la cultura della sophisticated comedy hollywoodiana trasferita a Seattle, città che oggi va molto di moda al cinema, e aggiornata alla solitudine contemporanea, che può essere curata anche via etere, talking radio." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 15/11/93)

"Allegria e commozioni, dosate con furbizia da Nora Ephron, già sceneggiatrice apprezzata di 'Harry ti presento Sally' e poi regista felicemente esordiente con 'This Is My Life'. Insieme con lei ci sono un veterano delle sceneggiature, David S. Ward, Oscar per 'La stangata', e un mago della fotografia, Sven Nykvist, cui si aggiungono, come interpreti protagonisti, Tom Hanks e Meg Ryan, un gruppetto destinato a priori al successo. E il film, difatti non si può dire che non meriti quello che ha già ottenuto l'estate scorsa appena uscito negli Stati Uniti: 120 milioni di dollari d'incasso. Un meccanismo facilissimo, e perfino scontato, ma, proprio perché è ben congegnato, è quasi impossibile resistervi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 14-11-93)

"Alla sua seconda regia la sceneggiatrice di 'Harry ti presento Sally' conferma un garbo e una finezza non comuni nel tratteggiare paure e sentimenti dei 30-40enni, con un orecchio speciale per i dialoghi e il dono di pigiare tanto allegramente sul pedale del kitsch che l'ironia diventa vistosa anche se in America se ne sono accorti e hanno preso tutto sul serio. Fra i personaggi di contorno, abbozzati con vivacità e sicurezza invidiabili, si riconosce il regista di 'Harry ti presento Sally', Rob Reiner (l'amico grosso con la barba di Tom Hanks), ma la palma di migliore caratterista la strappa l'amica di Meg Ryan. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22-11-93)

"E' stato salutato, 'Insonnia d'amore' di Nora Ephron come la prima commedia romantica dell'era dell'Aids. Non perchè di Aids si parli. Ma proprio perché non se ne parla proprio. Anzi, per essere un cosiddetto film d'amore, si parla pochissimo anche di sesso, i pochi gesti sospettabili di sesso che si vedono nel film sono fatti automaticamente e con profonda noia successiva, e, soprattutto, tanto per sottolineare l'idea di safe sex, i due innamorati in potenza hanno tra di loro non semplicemente la spada che divideva Tristano e Isotta, ma tremila miglia, praticamente il continente americano." (Irene Bignardi, 'La Repubblica', 20/11/93)
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