Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro

Inkheart

USA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA - 2008
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Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro
Mortimer "Mo" Folchart e sua figlia Meggie hanno un dono molto particolare: appassionati lettori di libri, riescono magicamente a dar vita ai personaggi delle storie semplicemente leggendo ad alta voce. Tuttavia, ogni volta che un eroe della letteratura compare nella realtà una persona prende il suo posto tra le pagine del libro. Un giorno, mentre sta vagabondando in una vecchia libreria, Mo ritrova 'Inkheart', un romanzo d'avventura medievale che cercava da tempo, poiché sua moglie Rose vi è stata catapultata quando Meggie aveva solo tre anni. Per riuscire a scovare e liberare Rose, padre e figlia, insieme ad una schiera di alleati del mondo reale e di quello fantastico, dovranno vedersela con il malvagio Capricorn...
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Tratto da: romanzo "Cuore d'inchiostro" di Cornelia Funke (ed. Mondadori)
  • Produzione: IAIN SOFTLEY, CORNELIA FUNKE, ILEEN MAISEL, DIANA POKORNY PER INTERNATIONALE FILMPRODUKTION BLACKBIRD DRITTE, NEW LINE CINEMA
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2009)
  • Data uscita 20 Febbraio 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Mo (Brendan Fraser) e la figlia Meggie (Elisa Hope Bennett) sono "silvertongue": danno vita ai protagonisti dei libri leggendo ad alta voce le loro storie. Un dono dal rovescio della medaglia perché tutte le volte che un personaggio di carta si palesa nella realtà, una persona reale scompare nella finzione. Una disgrazia che accade alla moglie di Mo quando il marito legge una favola medievale popolata da mostruose creature… Tratto da una fortunata trilogia di Cornelia Funke, Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro è una versione per bambini del Seme della follia, dove i mostri fanno ridere, le invenzioni si alternano agli omaggi (Il mago di Oz, Peter Pan) e gli scambi tra realtà e finzione riusciti e mai intellettualistici. Iain Softley - anche produttore con la Funke - dimostra di conoscere i meccanismi del fantasy, trovando il giusto equilibrio tra commedia, azione, e immaginazione. Bravo Fraser, impareggiabile (ma non è una novità) "zia" Helen Mirren. Siamo più dalle parti di Narnia che di Hogwarts (Harry Potter), ovvero nei limiti di un genere che inizia a mostrare segnali di stanchezza. Inkheart però un merito tutto suo ce l'ha: aver trasformato l'Italia - dove è stato girato - in un Paese da favola.

CRITICA

"Ogni tanto il vertiginoso gioco tra mondi diversi si complica e si ingarbuglia, ma più che la logica del racconto sembra far difetto a 'Inkheart' il coraggio di portare fino alle estreme conseguenze l'intreccio tra realtà e fantasia, tra personaggi nati dai libri e quelli usciti dal mondo quotidiano. Il gioco poteva essere ben più vertiginoso e coinvolgente e invece un cast altalenante, a cominciare da un Brendan Fraser che porta eternamente scolpito in faccia un sorrisino inespressivo, e una regia solo scolastica stentano a far decollare il film. Ci provano alcuni indovinati effetti speciali - l'ombra finale è decisamente riuscita - e l'idea che i personaggi dei racconti possano diventare così veri per i loro lettori da trasformarsi in esseri di carne ed ossa. A volte succede anche al cinema, ma bisognerebbe che il regista credesse a quello che filma come i migliori scrittori fanno con quello che scrivono." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 20 febbraio 2009)

"Fantasy molto infantile, senza le soluzioni lussureggianti o la portata allegorica di altri casi ('Il signore degli anelli'). Ci si accontenta." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 20 febbraio 2009)

"Non è solo una location suggestiva: il romanzo della Funke è ambientato proprio sulla Riviera di Ponente; e l'autore del libro cui Brendan Fraser dà la caccia è intitolato appunto 'Inkheart', si chiama, bontà dell'autrice, Fenoglio. Difficile però credere che l'autore del 'Partigiano Johnny' avrebbe gradito l'omaggio. Tutto infatti si riduce a un duello a colpi di effetti (poco) speciali, che trascura o sfrutta superficialmente, le possibilità dischiuse dalla combinazione fra i due mondi. I soli momenti di emozione sono l'incontro fra lo scrittore stupefatto e i suoi personaggi, e in particolare il mangiafuoco Paul Bettany, che scopre sgomento di dover morire alla fine del libro, ma si ribella ("Tu non sei il mio dio!"). E la battaglia. finale, combattuta scrivendo in diretta pagine che costringano i cattivi trionfanti a rientrare nei ranghi. Il resto è prevedibile, sia come eventi che come immagini. Stupisce trovare in un film così svogliato attori importanti come Broadbent, Bettany o Helen Mirren. Mentre Jennifer Connelly, nella vita signora Bettany, si concede un'apparizione non accreditata. E Andy Serkis, qui perfido Capricorn, fa rimpiangere il suo celebre clone in 3D: il Gollum del 'Signore degli anelli'." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 20 febbraio 2009)

"Fraser si caccia in una fantastica avventura in cui rimangono coinvolti l'eccentrica zia Helen Mirren e l'autore della storia Jim Broadbent. Destinato, nella regia semplice di Iain Softley, a un pubblico di bambini. 'Inkheart' è un inno alla rapinosa magia della lettura; per noi ha il valore aggiunto di una pittoresca cornice ligure fra mare (Alassio) e monti." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 febbraio 2009)
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