Indian - La grande sfida

The World's Fastest Indian

NUOVA ZELANDA, USA - 2005
Indian - La grande sfida
Bert Munro è un eccentrico uomo di mezza età che vive completamente solo in una piccola baracca in un paesino della Nuova Zelanda. Ha un unico grande sogno a cui lavora da più di trent'anni: mettere a punto la sua motocicletta, una Indian Twin Scout del 1920, partire per l'America, e stabilire sulla pista di Bonneville il nuovo record di velocità su due ruote. Solo il piccolo Thomas, il suo vicino di casa, crede in lui, mentre per tutti gli altri abitanti del villaggio è un pazzo visionario che però nessuno di loro riesce a non amare. Quando, grazie alla generosità dei suoi concittadini, ai risparmi di una vita e ad un'ipoteca sulla casa, riesce a imbarcarsi su un traghetto diretto in America con in tasca soltanto 2000 dollari, Bert inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti per realizzare il suo sogno prima che sia troppo tardi e il suo cuore si arrenda...
  • Altri titoli:
    L'indiano più veloce del mondo
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: SUPER35, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: NEW ZEALAND FILM COMMISSION, WFI PRODUCTIONS LTD., 3 DOGS AND A PONY, OLC/RIGHTS ENTERTAINMENT INC.
  • Distribuzione: I.I.F. (2006)
  • Data uscita 7 Aprile 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Indian - La grande sfida racconta la storia vera di Burt Munro, un settantaduenne neozelandese impegnato a realizzare un sogno lungo venticinque anni: battere il record mondiale sulla sua motocicletta Indian Scout nelle saline di Bonneville, Utah, nel 1963. Munro ricostruisce e modifica la sua vecchia  moto, progettata nel 1920 per non superare i 60 km/h, raccoglie i fondi risparmiati, ipoteca la sua casa per finanziarsi il viaggio dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti. Qui la sua personalità schietta e aperta lo porta a fugaci quanto significativi incontri: un travestito, un venditore di automobili usate, un nativo americano e una vedova. Tappe intermedie sulla strada del sogno: il suo bolide carenato vola a oltre 350 km/h, record perfezionato negli anni seguenti e rimasto imbattuto dal 1967. Nell'endemica mancanza di originalità del cinema contemporaneo, la storia di Burt Munro non ha minor meriti di altre recentemente adattate per il grande schermo. L'interpretazione di Anthony Hopkins è per intensità e pulizia straordinaria, giocata su registri da cui l'attore gallese latitava da tempo. Le sequenze motociclistiche sono indubbiamente affascinanti. Che cosa, dunque, non ci convince? Forse il fatto che - secondo la definizione di Todd McCarthy di Variety - il film è un "Rocky geriatrico", ispirato - aggiungiamo noi - dalla medesima certezza nella vittoria finale e sovraccaricato dall'indulgenza per l'età avanzata del protagonista. Indulgenza acquistata nel buonismo di Munro, nella sua ingenuità disarmante e nella sua costante affabilità. Per lui il sole dell'avvenire non conosce nemmeno nuvole passeggere. Burt Munro non si fa mancare niente: pronta comprensione dell'identità en travesti, scappatella con vedova dopo visita al defunto marito, cuore che barcolla ma non molla. Dove è la fatica, la sconfitta, la disillusione? Celebrare un record non significa occultare il sangue e le lacrime che l'hanno costruito. Raccontare la vecchiaia non implica eluderne le rughe. Altrimenti, il motore si ingolfa.

CRITICA

"'Indian, la grande sfida', da una storia reale, è un coraggioso road movie, che punta su un eroe che meno modaiolo di così non potrebbe essere: è timido, povero, non alza mai la voce, odia farsi notare e non è certo giovane. Ma ne fa un vincente vero che, come tutti i grandi, mantiene un profilo basso. E con un Anthony Hopkins talmente credibile da farci dimenticare che fino a poco fa si chiamava Hannibal andava in giro a mangiare la gente. Il regista però è così attento a rispettare la verità della storia, che a tratti il film, al contrario del protagonista, perde velocità. Ma è un peccato veniale e la storia procede senza strappi al motore." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 7 aprile 2006)

"Dopo 10 minuti (ne dura 124), il film è già di una retorica molesta. Hopkins tocca un vertice del peggio, è tutto un birignao, una posa, fa il vecchio che deve essere compatito e amato ma vuol gareggiare con la sua vecchia moto Indian del 1920, taroccandola, nella gara di corsa di Bonneville, Utah. (...) Estenuante per sentimentalismo e falsità, ripetuto e con l'esecrabile filosofia del meglio '5 minuti da leone'. Ci sono teddy boys e bambini coccoloni, vicini premurosi e il letto sensual massage, a parte il fatto che il caro Hopkins, lontanissimo da 'Hannibal the Cannibal', ha problemi di prostata e passa metà film a fare pipì. Mah." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 aprile 2006)

"Sir Anthony Hopkins continua a inanellare pregevoli performance, anche se negli ultimi tempi dà l'impressione di doversi accontentare anche lui - in termini di sceneggiature e regie - di quel che passa il convento internazionale. Questo 'Indian - La grande sfida', per esempio, è una di quelle belle storie edificanti e moralmente paradigmatiche di routine, nelle quali un mostro sacro come lui fa la differenza. (...) L'operazione funziona quando Hopkins dà spessore al suo rapporto morboso con la moto che diventa ragione di vita, un po' meno quando deve reinventare la leggenda." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 8 aprile 2006)
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