Independence Day: Rigenerazione

Independence Day: Resurgence

USA - 2016
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Independence Day: Rigenerazione
Abbiamo sempre saputo che sarebbero tornati, e due decenni dopo la prima invasione aliena, la Terra si trova a dover affrontare una nuova minaccia extraterrestre. Grazie all'utilizzo di tecnologia aliena, le nazioni della terra si sono unite nel creare un programma di protezione globale, ma nulla potrà preparare la razza umana a un attacco alieno senza precedenti. Solo la genialità di un piccolo gruppo di uomini e donne salverà il mondo dell'estinzione.
  • Altri titoli:
    Independence Day 2
    ID Forever Part I
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: RED WEAPON DRAGON, REDCODE RAW (6K), (4K)/HAWK SCOPE, D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: ROLAND EMMERICH, DEAN DEVLIN, HARALD KLOSER PER TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALY
  • Data uscita 8 Settembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Fra tutti i generi cinematografici, la fantascienza è forse la cartina di tornasole di un marcato ritorno di Hollywood all’infantilismo. Eppure lo sci-fi era già maturo negli anni Cinquanta, con film del calibro di Ultimatum alla Terra, per poi arrivare alle alte vette dei più recenti Blade Runner e Alien. Nessuno ha raccolto il testimone e anche le grandi promesse degli anni Ottanta non sono state mantenute. Bisogna accontentarsi di un pugno di titoli degni di nota e Indipendence Day: Rigenerazione non è tra questi.

Ancora una volta gli alieni attaccano la Terra e i poveri umani lottano per la sopravvivenza. Dopo la prima avventura, sono entrati in possesso di una tecnologia più avanzata e i terrestri si sono dati da fare. Adesso usano scudi al plasma e cannoni fotonici, ma il nemico è sempre più forte. Il buon Will Smith è morto in battaglia e a salvarci è rimasto il figlio, con un pugno di uomini coraggiosi pronti a dare la vita per un fine superiore. Il presidente Whitmore ha perso la testa e il dottor Levinson cerca ancora una volta di essere decisivo. Riusciranno a salvarci dalla minaccia intergalattica?

Roland Emmerich è il regista delle catastrofi. Con Michael Bay si contende lo scettro del finimondo e i suoi film sono kolossal pirotecnici, pieni di botti e di sentenze. Nel tempo la critica ne ha salvati pochi e di certo non comincerà oggi.

Indipendence Day: Rigenerazione è un pompieristico inno patriottico, figlio dei videogiochi e della scarsa voglia di usare il cervello. L’eccessiva retorica USA fa gioire il popolo conservatore, con un ex presidente che incarna tutti i crismi dell’amministrazione Bush. L’uomo in questione è il povero Bill Pullman, che sembra essersi smarrito dopo i fasti di Lost Highway. Con Charlotte Gainsbourg, è l’unico attore che potrebbe rialzare le sorti dell’avventura ma forse non ne ha nessuna intenzione.

Sorprende che in un film del genere ci siano difetti tecnici, a partire da un montaggio approssimativo fino, almeno nella versione italiana, a un pessimo doppiaggio. Anche gli effetti sonori sembrano desincronizzati e quelli visivi assomigliano pericolosamente a un cartoon. Quando il gioco si fa duro, i "duri" si perdono in battutine puerili, già sentite troppe volte. Immedesimarsi nella storia è impossibile, quando anche i protagonisti pensano di essere al parco divertimenti.

Almeno il primo capitolo del franchise manteneva una certa coerenza nei toni, senza perdersi in inutili ipocrisie per compiacere il target. Il carisma di Will Smith era in linea col carattere fracassone del film e la platea si poteva abbandonare a un paio d’ore d’innocuo intrattenimento. Dal primo capitolo sono passati vent’anni e forse era meglio fermarsi là. Invece la mania seriale del cinema di oggi ha spinto a girare un sequel anche un po’ furbetto, che illude con l’immagine di un pianeta politicamente compatto contro la minaccia esterna. In un mondo diviso da lotte planetarie, le grandi potenze inventano falsi nemici per tenere uniti i sudditi. Creare una “regina madre aliena” per richiamare alla pace è smaccata ipocrisia.

Indipendence Day: Rigenerazione sconcerta per toni e superficialità. L’unica nota di colore è un presidente tutto al femminile, quasi a voler pronosticare l'esito delle prossime elezioni. Il resto è silenzio, con la paura che un terzo capitolo sia alle porte.

NOTE

- SEQUEL DI "INDEPENDENCE DAY - IL GIORNO DELLA RISCOSSA" (1996) SCRITTO E DIRETTO DALLO STESSO EMMERICH.

CRITICA

"(...) seguito, spudoratamente deciso a sfruttare i riferimenti al precedente e che, senza quello, non avrebbe senso. Ed ecco come Roland Emmerich e i suoi (troppi) sceneggiatori hanno proceduto per corteggiare l'effetto-nostalgia. Vent'anni dopo la Terra è unita e militarizzata, in caso occorresse affrontare una nuova aggressione aliena. Che arriva puntuale (...). A questo punto il film riconvoca luoghi - la 'zona 51' - personaggi - il Presidente Whitmore, lo scienziato Levinson, suo padre Julius (però non il pilota Hiller, poiché Will Smith ha dato forfait) - del precedente, aggiungendovi una quantità di nuovi character, uno meno interessante dell'altro (...). Nella sua regressione, il nuovo episodio fa a meno delle sequenze di distruzione, che erano la parte migliore del precedente, concentrandosi tutto sulle guerre stellari. In compenso, non rinuncia a nient'altro. (...) tutto incartato in una confezione concitata e isterica, in cui la moltiplicazione ingiustificata dei punti di vista rende perfino difficile seguire l'azione." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 8 settembre 2016)

"Piacerà a molti. A patto che non pretendiate da Roland Emmerich (...) ciò che il tedesco d'America non può darvi: senso della misura, una trama politicamente corretta, una stringente logica di racconto. Il nuovo 'Independence' (come il primo del resto) è solo un gran carrozzone, spesso al di là del bene e del male. E naturalmente patriottardo come un americano vero non sa più essere (solo gli statunitensi adottati sono capaci di sventolare la bandiera a stelle e strisce). Però il baraccone funziona eccome. Chi lo nega mente. Come si fa a non saltare sulla poltrona quando Dubai viene sollevata di peso e mandata a schiacciare Londra..." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 settembre 2016)

"Nell'epoca dei remake e dei reboot, e degli alieni che piovono da tutte le parti, arriva 'Independence Day: Rigenerazione' (...). E' un blockbuster. Bello per modo di dire, sicuramente enorme, e sopra ogni cosa «caciarone». Ovvero rumoroso, pieno di action, privo di vere trovate narrative. Gli appassionati del genere disaster movie ne andranno matti. Si spara, c'è una punta di tensione. Stavolta gli umani sono anche meglio armati. Sapevano che avrebbero ricevuto visite molto presto, e allora si sono preparati. (...) operazione nostalgia a metà. Poteva essere un'occasione per andare oltre: verso la diversità, l'accettazione; qualcosa di più moderno e attuale. E invece no. Prendete 'Independence Day', pompatelo di steroidi, e mettete un 2 vicino al nome. Il sequel è servito: tanto fumo, pochissimo arrosto." (G. Tam., 'La Repubblica', 8 settembre 2016)

"Perso Will Smith, Emmerich si affida agli inespressivi Jessie T. Usher e Liam Hemsworth che avrebbero bisogno, loro sì, di ingenti effetti speciali. Della serie: come dilapidare un film cult." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 31 agosto 2016)
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