INCONTRIAMOCI A LAS VEGAS

PLAY IT TO THE BONE

USA - 1999
INCONTRIAMOCI A LAS VEGAS
Vince Boudreau e Cesar Dominguez, amici da sempre, sono due pugili professionisti rivali ma sempre più spesso disoccupati. All'improvviso si presenta la grande occasione: un ingaggio per entrambi a Las Vegas con una borsa di 50.000 dollari a testa, purché raggiungano il posto il più rapidamente possibile. I due partono subito insieme a Grace, attuale compagna di Cesar ed ex di Vince. Il viaggio in macchina nel deserto diventa l'occasione per ripercorrere episodi di vita passata, le occasioni mancate, le speranze deluse. Cominciano così a volare scintille, alimentate da vecchi rancori e gelosie mai dimenticate. La tensione sale ancora di più quando, ad una stazione di servizio, i tre danno un passaggio a Lia, spregiudicata autostoppista che comincia ad insultare tutti e a provocare i due uomini. L'arrivo a Las Vegas avviene tuttavia in tempo utile. Finalmente sul ring, Vince e Cesar si affrontano senza esclusione di colpi, entrambi sanno che vincere l'incontro significa anche riconquistare il cuore di Grace. Il match però finisce pari ed è dichiarato nullo. I due vanno al casinò e perdono quasi tutti i soldi dell'ingaggio. Grace, che ha rifiutato la corte di un boss, li raggiunge. Insieme si dirigono verso Los Angeles. In macchina alla radio si esprimono dubbi sull'incontro di Tyson, poi si aggiunge: 'ma avete visto il sottoclou, chi erano quei due?'.
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: STEPHEN CHIN PER SHANGHAI'D FILMS - TOUCHSTONE PICTURES - WALT DISNEY PRODUCTIONS
  • Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM (IIF) (2000) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, IIF HOME VIDEO

CRITICA

'Incontriamoci a Las Vegas' è un 'buddy movie' (come gli anglosassoni denominano i film di nemici-amici) che cuce assieme road movie e film di boxe. (…) Peccato che la leggerezza della prima parte si perda nella seconda, culminante in un match al rallentatore truculento e accompagnato da una musica pomposa".
(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 febbraio 2000)
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