In ostaggio

The clearing

USA - 2004
In ostaggio
Wayne e Eileen, una coppia sposata da anni, sembrano essere il prototipo del "sogno americano". Si sono fatti dal nulla e oggi hanno un fiorente autonoleggio, una bella casa e dei figli meravigliosi. Hanno vinto tutte le sfide che la vita ha messo loro di fronte. Ma un giorno Arnold Mack, ex socio in affari di Wayne lo rapisce e lo porta in un bosco, cercando di prendere tempo per ottenere un riscatto dalla famiglia. La vita della coppia vira bruscamente. Eileen si trova la casa invasa di agenti dell'FBI con cui deve collaborare e, in più, deve fare i conti con le ombre della sua vita matrimoniale. Anche il desiderio di Wayne di tornare a casa cambia di ora in ora...
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION - DELUXE
  • Produzione: PIETER JAN BRUGGE, JONAH SMITH E PALMER WEST PER THOUSAND WORDS/WILDWOOD ENTERPRISES, FOX SEARCHLIGHT PICTURES, MEDIASTREAM II
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 26 Novembre 2004

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Wayne (Robert Redford) ed Eileen Hayes (Helen Mirren), coppia sposata da anni, incarnano il sogno americano: self-made man lui, signora tutta shopping e nuotate in piscina lei, bella casa a Pittsburgh, figli stupendi. Ma un giorno un ex-dipendente di Wayne, Arnold Mack (Willem Dafoe), lo rapisce e lo porta in un bosco, cercando di prendere tempo per ottenere il riscatto: Wayne ed Eileen avranno tempo per riflettere sulla loro vita matrimoniale. Opera prima del produttore Pieter Jan Brugge, In ostaggio inquadra la lotta emotiva tra il rapito e la moglie che (non) lo aspetta a casa: chi è la vera vittima? Wayne, costretto all'impotenza pur vantandosi di essere un abile negoziatore, o Eileen, forzata dal FBI a confrontarsi con la verità coniugale, a lungo celata sotto le coltri del benessere. Ambiguità, reversibilità e commutazione dei ruoli "morali" coinvolgono e caratterizzano il ménage à trois - cifra del film, si vedano i tre luoghi (casa, foresta, città) e i tre tempi (ante, durante e post-sequestro) - tra Wayne, Eileen e Arnold fino allo scioglimento finale. Presentato quale thriller psicologico, il film patisce in realtà collegamenti sinaptici intermittenti tra lo sviluppo narrativo e le dinamiche psico-emotive, con attori pluri-premiati lasciati in balia di se stessi. Quando gli attori non fanno l'opera, potremmo dire, sono loro a essere tenuti in ostaggio da un film che si ritorce su stesso e implode.

CRITICA

"Il sogno americano che diventa incubo è il soggetto del primo film di Pieter Jan Brugge, produttore progressista di 'Insider', ispirato a un fatto di cronaca olandese. (...) Quando il film, intenso e ripetitivo anche nell'incastro di diversi piani spazio temporali, potrebbe saltare sulla preda, il sistema di vivere, prende invece la scorciatoia dello psyco thriller lasciato a metà, abbandonando il conteggio morale e sociale: tutti vinti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 settembre 2004)

"Prima regia di un produttore navigato (ha prodotto il film di Michael Mann e di Alan Pacula, al cui stile s'ispira), 'In ostaggio' è attento alle psicologie; più granitica quello del rapito Redford, che pure traversa una serie di fasi credibili; più labile quella di Dafoe, che passa dallo status della vittima a quello del criminale psicolabile. Però la cosa più interessante è la gestione del tempo, tra durata reale e rappresentazione. Benché il film proceda per sequenze parallele, infatti, il racconto alterna due estensioni temporali molto diverse: le sequenze dei parenti in ansia coprono settimane; quelle dei due uomini, una sola giornata." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 novembre 2004)
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