In ascolto - The Listening

The Listening

ITALIA - 2005
In ascolto - The Listening
ECHELON è un programma di sicurezza nazionale che si occupa di spionaggio su scala mondiale. È un sistema di controllo così potente, che arriva anche nella sfera privata. Francesca è una studentessa che per raggranellare qualche soldo, lavora in una galleria d'arte. Un giorno per strada trova una valigetta e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa: perché sarà popolata di spie, traditori, personaggi senza scrupoli che puntano al controllo del mondo. L'unica difesa è mettersi in ascolto...
  • Altri titoli:
    The Listening - L'ascolto
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 MM
  • Produzione: GIACOMO MARTELLI, NICOLAI IUUL, PAOLO ROSSETTI PER ECHO FILM
  • Distribuzione: MEDUSA FILM
  • Data uscita 28 Aprile 2006

RECENSIONE

di Alessandro Boschi

La storia è da far tremare i polsi. Tutto parte da Echelon, la stazione di ascolto in grado di monitorare, più o meno legittimamente, qualsiasi telecomunicazione nel mondo. Il protagonista è James Wagley, travet dello spionaggio con un passato sentimentale a Roma, a cui ha rinunciato per non compromettere il diretto superiore. L’occasione per riscattare la sua grigia esistenza gli viene offerta da un’immota Maya Sansa, scambiata, a causa di una serie di sfortunate coincidenze, per un’agente segreto. I cattivi, temendo che possa far saltare un affare milionario, tentano di eliminarla. Come destato da un’iniezione di Gerovital, il buon James la raggiunge a Roma per proteggerla. Inizia così un viaggio nelle più belle località italiche, incentrato sul binomio cinema-turismo. La vicenda si trascina tra fiacchi colpi di scena, faticosi dialoghi e numerose sequenze al rallentatore da cui il giovane regista si fa prendere la mano, per rimediare ai vistosi buchi di sceneggiatura. Se il problema degli americani è sempre stato quello di scimmiottare il cinema europeo, invertendo i fattori il prodotto non cambia. Il risultato di In ascolto è infatti interlocutorio. Trasmette inadeguatezza al genere, perché manca di forza proprio in quei raccordi narrativi che sono la forza dei film complessi. Sembra che il regista, pur tecnicamente preparato, non abbia saputo padroneggiare gli ingredienti della storia, né abbia ricevuto un grande aiuto da un cast a dire il vero raccogliticcio.

CRITICA

"È un film insolito nel panorama italiano 'In ascolto', opera prima del trentenne milanese Giacomo Martelli che ha studiato alla London Film School. Sono rare, almeno negli ultimi anni, le incursioni dei registi italiani in argomenti e atmosfere di solito appannaggio del cinema americano e Martelli si è avventurato nel territorio dello spionaggio satellitare, del controllo telematico, delle intercettazioni informatiche, delle tecniche di sorveglianza militare utilizzate da privati e industriali che ha prodotto film interessanti, dall'ormai classico 'La conversaziome' di Coppola ai più recenti 'Crimini invisibili' di Wenders, 'I signori della truffa', 'Nemico pubblico'. Ne è scaturito un film a metà strada tra il thriller fantapolitico, la spy story tecnologica, l'incubo kafkiano. (...) Con il sostegno di un buon cast internazionale e soprattutto di un'attrice duttile e intensa come Maya Sansa, Martelli racconta una storia d'altri tempi ma di inquietante attualità, riuscendo a comunicare l'allarmante scenario di una realtà nella quale qualsiasi ordinaria comunicazione fatta su Internet può essere schedata per sicurezza nazionale." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 29 aprile 2006)

"Non solo il deb Giacomo Martelli è da chiamare se si rompe il computer, ma la sua competenza tecnologica gli permette di vederne anche i rischi: il Grande Orecchio pericolo contro la privacy. Il suo thriller parabola (non a caso finisce con la sordità come biblico contrappasso) è intelligente e attuale, per a all'italiana se non nel finale un po' melò dove c'è da far quadrare i conti: il ritmo narrativo, il manicheismo, l'ordigno spettacolare sono da cinema Usa, ma con cast modesto. (...) È dura capire quel che accade, ma si intuisce la morale, che spende il jolly dei diritti umani e corrode il fascino della spia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 aprile 2006)

"A dispetto delle diffidenze che può ispirare onore al regista Giacomo Martelli per essersi avventurato ambiziosamente su un terreno che ha sullo sfondo modelli come 'La conversazione' di Coppola con Gene Hackman ma anche 'I tre giorni del Condor' o 'Tutti gli uomini del Presidente'. Tra political thriller e spionaggio. (...) Ok, l'impresa è notevole ma restano sia la facile esposizione alle critiche di un intreccio molto complicato senza le enormi risorse hollywoodiane, sia il sospetto di un'opera di scarsa personalità." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 29 aprile 2006)
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