In amore, niente regole

Leatherheads

USA - 2008
In amore, niente regole
Stati Uniti, 1920. Jimmy 'Dodge' Connelly, leggenda del football americano, è il capitano di una squadra dal ruolino non troppo vittorioso. Deciso a mantenere in vita le sorti della sua formazione che è stata appena abbandonata dallo sponsor, mentre altre squadre avversarie vanno in fallimento ed escono dal gioco, Dodge riesce a convincere l'agente CC Frazier a reclutare Carter Rutherford, promessa del football ai tempi del college ed eroe della I Guerra Mondiale. Ha ricevuto infatti una medaglia per essere riuscito da solo a costringere alle resa un intero plotone di soldati tedeschi. Come se non bastasse, è un bellissimo ragazzo ed è velocissimo sul campo da football. Carter Rutheford, sembra troppo perfetto per essere vero, e a Lexie Littleton, una bella ed energica giornalista, viene offerta una promozione dal direttore del giornale per cui lavora se riuscirà a smontarne il mito. Un commilitone di Cartee, infatti, ha raccontato al direttore una diversa versione del suo eroico comportamento in guerra. Ma proprio mentre la bella Lexie indaga sul suo passato, sia il novellino Carter che il veterano Dodge, si innamorano di lei e iniziano a contendersi le sue attenzioni.
  • Altri titoli:
    Playing Dirty
    Jeux de dupes
    Ein verlockendes Spiel
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, SPORTIVO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, SUPER 35 (3-PERF) STAMPATO A 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: GEORGE CLOONEY, GRANT HESLOV E CASEY SILVER PER SMOKE HOUSE, CASEY SILVER PRODUCTIONS, ROAD REBEL, OUTLAW PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNIVERSAL, DVD: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2008)
  • Data uscita 11 Aprile 2008

TRAILER

CRITICA

"Mescolando le atmosfere di 'Scandalo a Filadelfia' e le suggestioni della 'Signora del venerdì' il regista Clooney costruisce il ritratto di un ambiente ingenuo e un po' rozzo come quello sportivo, costretto a fare i conti con un mondo che sta cambiando troppo velocemente. (...) La regia di Clooney non è costruita con la sotterranea tensione dei lavori di Cukor o di Hawks ma piuttosto con la voglia dichiarata del 'falso' e con il piacere del gioco fuori da ogni schema e regola. Convinto, giustamente, che la commedia sofisticata abbia perso la sua capacità di graffiare sui costumi e sui difetti americani ma altrettanto giustamente convinto che mantenga ancora il suo piacere di meccanismo narrativo capace di allargare il cuore e rigenerare la mente." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 11 aprile 2008)

"Sapevamo che George Clooney si sente un po' il Clark Gable, un po' il Cary Grant dei giorni nostri: così come sapevamo che gli piacciono le storie ambientate nel passato americano. Con 'In amore niente regole' è riuscito a realizzare una sintesi delle due cose, dirigendo e interpretando un film che è un atto d'amore dichiarato alle commedie romantiche hollywoodiane della Golden Age e alle relative star: da Gable a Grant, appunto, a Katharine Hepburn, Miriam Hopkins, Spencer Tracy. (...) George gioca bene con il repertorio dell'epoca, tra risse omeriche, retate della polizia, ritmi e colori esumati dal cinema del tempo che fu. Cura in modo particolare il suo personaggio, prendendosi in giro come ama fare di solito, ma ancora di più, aggiudicandosi il favore dello spettatore con un 'carattere' di simpatico fanfarone, sleale in campo e refrattario alle regole. Meno bene la Zellweger, adepta abituale del birignao cinematografico che, invitata a nozze dalla parte, s'abbandona peggio del solito al suo repertorio di vezzi e mossette." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 aprile 2008)

"Clooney si lancia a testa bassa, con tanto di baschetto, in questa nuova avventura che cerca di rinverdire i fasti della screwball comedy. Mossettine e ammicchi risultano oggi un po' irritanti, mentre i dialoghi in punta di fioretto, senza trascurare le sciabolate, tra George e Renée sono tra gli elementi che tendono a far restare a galla il film. La nascita del football professionistico suona un po' affrettata, dalle stalle alle stelle in un attimo, ma il dato più interessante del film è quella crisi incombente, che di lì a poco si abbatterà su tutti, sindaco compreso, tracannando superalcolici negli speakeasy o sul campo. E le regole del titolo italiano? Non sono tanto quelle dell'amore, bensì del gioco che diventando ufficiale prevede nuove norme di comportamento, in campo e fuori, con tanto di commissario nominato dall'esecutivo." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 11 aprile 2008)

"Troppa carne al fuoco? Vero. La smorfiosa Zellweger inimmaginabile come nova Rosalind Russell? Vero anche questo. Ma il formidabile carisma del nuovo Cary Grant e una batteria dolcissima di caratteristi tirano fuori il film dal fango farsesco di esilaranti partite di football. Buona anche la terza, George." (Francesco Alò,
'Il Messaggero',11 aprile 2008)

"Clooney regista teme però che Clooney interprete diventi odioso per il pubblico, specie per quello americano, e lo rende un mascalzone a metà, più che un simpatico mascalzone: Renèe Zellweger si limita a ripetere il personaggio del modesto ma fortunato (in Oscar) 'Chicago'. La ricostruzione d'epoca è limitata ma perfetta." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 11 aprile 2008)

"'In amore niente regole' è l'omaggio divertito di Clooney alla 'sophisticated comedy' dei tempi d'oro. Quella dei dialoghi brillanti, dell'umorismo raffinato, delle schermaglie sentimentali che qui coinvolgono in un triangolo il sornione George, una giornalista alle prese con un mondo al maschile (Renèe Zellweger) e un falso eroe di guerra. In una fotografia seppiata, c'è pure il tributo alle comiche slapstick del cinema muto e la malinconia per un ambiente pionieristico in cui i giocatori si ubriacavano con scazzottate nei bar prima di una partita, non sempre avevano a disposizione tutti gli uomini, ricorrevano a ingegnose e buffe scorrettezze." (Federico Raponi, 'Liberazione', 11 aprile 2008)
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